Edizioni MeridioNews

Edizioni MeridioNews

Edizione Palermo

La mafia (sciolta) nel paese di Sciascia

"se dopo la mia morte volessero scrivere la mia biografia, non c'è niente di più semplice. Ci sono solo due date - quella della mia nascita e quella della mia morte. Tutti i giorni fra l'una e l'altra sono miei". Da un autore, anche di necrologi, il poeta portoghese fernando pessoa. Perché pessoa?

Salvatore Petrotto

"Se dopo la mia morte volessero scrivere la mia biografia, non c'è niente di più semplice. Ci sono solo due date - quella della mia nascita e quella della mia morte. Tutti i giorni fra l'una e l'altra sono miei". Da un autore, anche di necrologi, il poeta portoghese Fernando Pessoa. Perché Pessoa?

Sostiene Pereira, si potrebbe dire con Antonio Tabucchi. Ma lo scrittore pisano ci ha lasciato purtroppo in questi giorni. Non prima di farci conoscere ed apprezzare, per fortuna, il piacere di una sorta di aurea mediocritas che, di tanto in tanto affiora, magari grazie all’amore per la vita, alla poesia della vita!

Anche sotto tortura, quando un sistemLa mafia (sciolta)a si trasforma in un feroce e sanguinario regime, così come capitò al Portogallo di Salazar, alla Spagna di Franco, alla Germania di Hitler, alla Russia di Stalin, od ancora, alla nostra Italia di Mussolini e non solo…

Sostiene Pereira che possiamo rinsavire ed insorgere anche quando vediamo che tutto è coercizione, violenza e morte! Anch’io vorrei sostenere ancora, nella mia Racalmuto, qualche brandello di libertà e democrazia, così come Pereira. E dire che ne ho vista in questi anni di polizia politica, nella mia Racalmuto, il paese di Leonardo Sciascia.

Cercavano, così come qualche giornalista, quale il catanese Francesco Merlo, la mafia del 'Giorno della Civetta'. Sì, quella letteraria e quella vera! La volevano trovare a tutti i costi! A Racalmuto, nel corso principale, laddove passeggia, su un marciapiedi, un Leonardo Sciascia di bronzo. Con la sua sigaretta in mano è ancora lì.

Ma in questi giorni, lo scrittore di Racalmuto, ha dovuto subire, ancora una volta, post-mortem, l’ennesimo tormentone di troppo! Non gli hanno concesso un attimo di tranquillità. Si sa, quando si mette in moto il caravanserraglio della stampa che conta, da La Repubblica al Corriere della Sera ed oltre, possono essere guai!

Il Comune di Racalmuto è stato sciolto per mafia! Il paese di Leonardo Sciascia, del più grande giallista di mafia, sciolto per mafia! Che notizia! E la statua di Pessoa, seduto nella sua Lisbona che c’entra?, mi direte. Ma almeno Lui è tranquillo! Nella elegante Rua Garret davanti al famoso caffè "a'brasileira", laddove risiedeva anche il compianto Tabucchi che ce lo ha fatto conoscere in Italia.

Sostiene Pereira che si può fare. Quando la polizia politica è al lavoro, si può sciogliere tutto per mafia. Cosicché una finzione letteraria può subito, improvvisamente, tramutarsi in cruda realtà! Poco importa se tutto quanto è vero o è verisimile! Si tratta sempre di una storia, anzi di un romanzo storico, tutto da raccontare. Una sapida paccottiglia giornalistica infarcita, appunto, di finzione e realtà!

E’ la manzoniana storia della colonna infame! O no! Non si tratta di Santa Inquisizione, sostiene Pereira, ma di ciò che è accaduto a Racalmuto! Era necessario far coincidere letteratura, giornalismo e realtà storica. E tutto ciò è avvenuto, grazie ai Ragazzi di Regalpetra, anch’essi personaggi, a metà strada tra storia e fantasia, tra mafia e pentitismo, quello vero e quello asservito a dei furbi 'Professionisti dell’antimafia'!

Ed il sipario è calato su Racalmuto, sciolto per mafia! Dopo anni in cui lo scrittore e giornalista, anch’egli di Racalmuto-Regalpetra, Gaetano Savatteri, si è affannato a raccogliere, dietro agli inquirenti, le tante rivelazioni, vere e/o false che fossero, dei pentiti, i Ragazzi terribili di Regalpetra, della letteraria Racalmuto. Ed oggi siamo qua, a cercare di dimostrare nelle forme più mefistofeliche possibili che, in fondo in fondo, tutti sapevano e/o nessuno sapeva.

Chissà chi lo sa ancora! Che la mafia esiste, anche quando bisogna inventarla, per calarla in un libro di letteratura, farla diventare uno spettacolo teatrale o cinematografico e, soprattutto, parlarne a più non posso, marcandone, ovviamente le debite differenze con l’antimafia di professione e non.

Bisogna sfogarsi, parlare, parlare, parlare, ossessivamente, in maniera parossistica, parlare di mafia, per potere sguinzagliare di tutto e di più! Si tratta di fenomeni eccezionali che necessitano di misure eccezionali! Non occorre essere mafiosi, ma basta vivere in una paese in cui hanno vissuto o vivono dei mafiosi, per subire delle terribili conseguenze.

Perché la mafia c’è quando spara e ammazza la gente sia a domicilio che nelle piazze; ma c’è anche quando ammazza un intero paese su cui viene apposto il marchio di infamia: SCIOLTO PER MAFIA. E che c’entrano migliaia di Racalmutesi che hanno vissuto di letteratura, quella di Leonardo Sciascia e recentemente quella di Gaetano Savatteri?

Vogliamo sconfiggere la cultura mafiosa, la mentalità mafiosa, per cui è necessario sospendere la democrazia e le libertà dei cittadini! La repressione è civiltà? Il vaccino, l’antidoto, per debellare la mafia, quella che spara e quella che non spara, qual è? Trasformare ogni piccolo e sperduto paese in un’asfissiante enclave armata, in uno staterello di polizia?

Sostiene Pereira che almeno il necrologio di Racalmuto siamo in grado di scrivercelo da soli, visto che la morte è contenuta tra l’altro nel nostro toponimo: Rahal Maut, ossia Racalmuto, villaggio dei morti! E come, a questo punto sosteneva anche Pessoa, siamo tutti quanti figli di una finzione. Nel caso di Racalmuto, di un terribile equivoco, letterario prima e giornalistico dopo.

Regalpetra o non Regalpetra, siamo nati a Racalmuto, probabilmente, sciolti come siamo, per mafia, ci moriremo pure, non si sa se di mafia o di antimafia giornalistico- letteraria. Per favore, però, tutti i giorni in mezzo, tra la nostra nascita e la nostra morte, lasciateceli accarezzare dolcemente da soli! Vi giuro che a Racalmuto siamo dei valorosi esperti di vittimismo di ogni genere!

Da secoli sappiamo come si fa a piangerci addosso, anche quando le cose vanno bene. Anche quando girovaghiamo tra le nostre mute pietre secolari che ci fanno compagnia e che costituiscono un invalicabile muro del pianto. Oltre quel muro c’è il mondo che va e che si gode la vita. Un mondo che a noi è impedito di apprezzare, così come la libertà di autodeterminarci e di fare le nostre scelte, liberamente.

A quanto pare, noi Racalmutesi non meritiamo la democrazia e la libertà, neanche quella di andare a votare. Siamo stati sciolti per mafia dai Tecnici, dal Governo Tecnico di Mario Monti. Repressione è Civiltà! Sciolto il Comune, le violenze intimidazioni ed attentati continuano.

Anche se il giornalista Pereira non si occupa più di cronaca, ma delle pagine culturali, ci informa ugualmente che dopo 48 ore che è stata data la notizia dello scioglimento per mafia del comune di Racalmuto, probabilmente, anche per festeggiare l’evento, due enormi falò hanno distrutto dodici camion della miniera di sale, in due distinti attentati incendiari.

Speriamo che almeno il sale di Racalmuto possa continuare ad essere trasportato, a questo punto con nuovi camion, per continuare a sciogliere tutta quella neve che ha coperto l’intera penisola, come è capitato ad esempio lo scorso inverno! Ma non è una novità, anche se il Governo Nazionale ci scioglie per mafia, con il suo decreto, da sempre Racalmuto, con il suo sale, ha sciolto tutte le nevi d’Italia.

Lo stesso Leonardo Sciascia, come ben sappiamo, era dedito nello scioglimento di ben altre agghiaccianti coltri biancastre che paralizzavano intellettualità e pubbliche istituzioni, in preda a delle terribili imposture poliziesche e stragiste!

Ed è proprio il caso di dirlo, a Racalmuto ed oltre, a la squagliata di la nivi si vedranno li purtusa. E di sale, per fare squagliare la neve, ovviamente non ce ne manca!

foto tratta da bigstoria.it

 

 

Flashnews

Tutte le Flash

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
Riproduzione riservata

Elezioni comunali 2019 in Sicilia

Il 28 aprile 2019 in diversi Comuni siciliani si vota per le Amministrative. I cittadini saranno chiamati alle urne per scegliere nuovi sindaci e consiglieri comunali. Il percorso di avvicinamento al voto e i risultati degli scrutini

Elezioni comunali 2018 in Sicilia

Il 10 giugno 2018 si è votato in 132 Comuni in tutta l'Isola per eleggere nuovi sindaci e consigli comunali. Il percorso di avvicinamento e il nuovo volto delle amministrazioni. Speciali amministrative 2018

Elezioni Politiche 2018

Il 4 marzo si vota per il rinnovo di Camera e Senato. In Sicilia possibile testa a testa tra centrodestra e M5s

Elezioni regionali 2017

Un gioco di incastri traballante: senza alleanze e candidature certe, a due mesi dal voto. La possibilità è che la campagna elettorale abbia gli stessi protagonisti di cinque anni fa: Giancarlo Cancelleri (M5s), unico candidato certo; l'uscente Rosario Crocetta, Nello Musumeci e forse anche Claudio ...

Elezioni comunali 2017 in Sicilia

Si vota l'11 giugno 2017 in 132 Comuni in tutta l'Isola, che dovranno eleggere nuovi sindaci e consigli comunali. Tra le sfide più importanti Palermo e Trapani. Nel Messinese occhi puntati su Cesarò e Lipari, nell'Agrigentino su Sciacca, nel Catanese su Paternò e ...

Leggi tutti i Dossier

Segnala una notizia

Utilizzando questo form puoi segnalare le tue notizie alla redazione

Invia un tuo contributo

I campi contrassegnati con * sono obbligatori

×

Abbonati a MeridioNews
il primo mese è gratuito

Raccontiamo il tuo quotidiano

×

Dall'8 luglio per leggere su smartphone e tablet le notizie di MeridioNews chiediamo il tuo supporto. In cambio avrai accesso a tutti i contenuti, inclusi quelli speciali, senza pubblicità invasiva.