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Il ricordo di Andrea Finocchiaro Aprile: "Pensò e sognò una Sicilia Nazione"

Riceviamo e volentieri pubblichiamo un ricordo di andrea finocchiaro aprile (nella foto)  del portavoce ufficiale del mis, santo trovato. Con questo capitolo, linksicilia apre una sezione del giornale dedicata ai grandi uomini della storia siciliana. Quella storia che lo stato italiano non ci ha insegnato ma che i siciliani non hanno più  nessuna voglia di ignorare.

Santo Trovato

Riceviamo e volentieri pubblichiamo un ricordo di Andrea Finocchiaro Aprile (nella foto)  del portavoce ufficiale del Mis, Santo Trovato. Con questo capitolo, LinkSicilia apre una sezione del giornale dedicata ai grandi uomini della storia siciliana. Quella storia che lo Stato italiano non ci ha insegnato ma che i siciliani non hanno più  nessuna voglia di ignorare.

Nato a Lercara Friddi il 26 gennaio 1878 e morto a Palermo il 15 gennaio 1964 – figlio dell’on. avv. Camillo (ex garibaldino ed ex Ministro di Grazia e Giustizia nel governo Fortis), e di Giovanna Sartorio –, Andrea Finocchiaro Aprile leader carismatico del Movimento per l’Indipendenza della Sicilia. Giurista, uomo di Stato, docente di Storia del Diritto nelle Università di Ferrara, Siena e Camerino, era stato già Deputato nel 1913, 1919, 1921 e Sottosegretario alla Guerra e al Tesoro nei Governi di Francesco Saverio Nitti.

Dal 1916 al 1919 membro del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, nel 1925 fu chiamato a far parte della “Commissione Mista” incaricata di studiare le modifiche da apportare alla legislazione ecclesiastica.

Deputato alla Costituente (1946), nel 1947 venne eletto alla prima Assemblea Regionale Siciliana. Fervente antifascista, durante il regime fu sorvegliato con discrezione ma con continuità dalla Polizia. Eloquenti, a tal proposito, sono i rapporti della Polizia Politica che negli anni ’30, del secolo scorso, annotava persino le conversazioni private del futuro leader del Separatismo durante la sua partecipazione a ricevimenti nei salotti della Roma “bene”.

Ancor prima dello sbarco degli Alleati, nel periodo che va dal 1940 al 1943, Andrea Finocchiaro Aprile cominciò a tessere trame separatiste e colse ogni occasione per tornare a Palermo per prendere contatti con gruppi politici e con intellettuali antifascisti, ai quali propose di evolversi in senso separatista.

In quel momento godeva grande prestigio e vantava due credenziali: quella di essere esponente di primo piano della Massoneria, Gran Maestro dell’Ordine Grado 33° iscritto alla loggia antiregionalista di Palazzo Giustiniani; e quella di essere conosciuto e apprezzato in campo internazionale e soprattutto negli ambienti politici inglesi e americani.

Non a caso il 9 luglio 1943, quando gli Alleati sbarcarono a Gela, Andrea Finocchiaro Aprile, si trovava a Palermo e passava all’attuazione del progetto che aveva a lungo pensato dando vita al Cis (Comitato per l’Indipendenza della Sicilia), divenuto successivamente Mis (Movimento per l’Indipendenza della Sicilia).

Con il “Memorandum”, datato 31 marzo 1945(663° Anniversario del Vespro Siciliano), inviato alla Conferenza di San Francisco e con l’”Appello”, datato 1 settembre 1945, indirizzato alle “Grandi Potenze” riunite a Londra, rivendicò il diritto del Popolo Siciliano ad esprimersi con un “plebiscito” sulla decadenza della Monarchia Sabauda e sulla elezione della Sicilia a Stato Sovrano democratico e repubblicano, secondo il principio dell’autodeterminazione dei popoli che era alla base dei valori morali e giuridici della Società delle Nazioni e successivamente dell’Onu.

Questo tentativo di dare uno sbocco internazionale alla questione siciliana, fu considerato molto più grave delle grandi sommosse che scoppiavano in quell’epoca in Sicilia. Una colpa che non venne mai perdonata ad Andrea Finocchiaro Aprile, che pure era fondamentalmente moderato, tollerante, disposto al dialogo.

Così, il Governo italiano, presieduto da Ferruccio Parri, ordinò l’arresto del leader indipendentista e dei suoi collaboratori Antonino Varvaro e Francesco Restuccia, disponendone l’internamento a Ponza, dove grazie alla mediazione del Ministro Giuseppe Romita si patteggiò la concessione dello Statuto Speciale di Autonomia per la Sicilia.

Fu anche giudice dell’Alta Corte, suprema garanzia per l’Autonomia siciliana, prevista dall’art. 24 dello Statuto ed oggi di fatto soppressa a seguito di una unilaterale e controversa sentenza della Corte Costituzionale.

Nel 1948 rifiutò la nomina di Senatore a vita, preferendo affrontare una difficile, coraggiosa e disastrosa campagna elettorale, e per evitare gli sbarramenti previsti dalla legge elettorale, stipulò un’alleanza strategia con la Sud Tirole Wolke Partei, presentando unico contrassegno elettorale costituito dal simbolo della Trinacria con tre Edelweis al posto delle spighe. Successe che il Partito Tirolese ottenne una rappresentanza parlamentare ed il Mis nessun seggio.

Sorge spontanea una domanda: per quale motivo Andrea Finocchiaro Aprile rifiutò la nomina di Senatore a vita e preferì affrontare la bocciatura nelle elezioni politiche del 1948?

Avanziamo una nostra risposta, frutto di ricerche e riflessioni.

Andrea Finocchiaro Aprile tornò in Sicilia nel 1943 per porre in essere un progetto indipendentista voluto, fortemente, dalla Massoneria, in quel particolare momento storico. Sicuramente, per scongiurare una probabile ingerenza comunista nell’area mediterranea. Man mano, il leader si convertì alla “causa siciliana” e ci credette veramente, ma nel frattempo gli interessi massonici erano mutati.

Finocchiaro non volle tornare indietro, non abiurò (forse lo fece in parte accettando le condizioni di Ponza). Rifiutò la nomina di Senatore a vita, per consegnarsi al giudizio della “storia” e dimostrare di aver servito la causa siciliana con sentimenti sinceri.

Si ritirò dalla politica attiva ”assonnandosi”, cosciente di esser stato messo all’angolo dalla Massoneria.

A tanti anni dalla sua morte ci accorgiamo come ritorna attuale la “visione federalista” dello Stato italiano che Finocchiaro Aprile sostenne dal 1945 in poi, e la esigenza di“moralizzare” la vita pubblica (che con i suoi interventi alla Costituente perorò con coraggio e con documentazione inoppugnabili).

L’uno e l’altro impegno sono oggi rivalutati da politologi e da costituzionalisti. Senza dubbio, in Andrea Finocchiaro Aprile ci fu qualche errore e qualche contraddizione. È, tuttavia, umano che fosse così.

Leonardo Sciascia diceva: “Ho contraddetto e mi sono contraddetto”. Ma le contraddizioni e gli errori non ci consentono di ignorare i meriti di un uomo che si è battuto per tutta la vita affinché la Sicilia tornasse ad occupare in Europa, nel Mediterraneo e nel mondo “il posto che la sua storia, la posizione geografica e la operosità del suo popolo le hanno assegnato”.

 

La parole più famose: "Noi vogliamo difendere e diffondere un'idea della cui santità e giustizia siamo profondamente convinti e che fatalmente e ineluttabilmente trionferà" (Andrea Finocchiaro Aprile - 1944)

Il video (tratto da ARCHIVIO STORICO ISTITUTO LUCE): Elezioni per l'Assemblea Costituente. Campagna elettorale del Movimento per l'Indipendenza della Sicilia che presenta due liste e come candidato Finocchiaro Aprile. Quest'ultimo in un comizio e in una intervista rivendica non solo l'autonomia ma l'indipendenza della Sicilia e la creazione di una confederazione di stati italiani sul tipo nord-americano. [youtube

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Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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