Elezioni amministrative 2018 a Capaci
Due candidati a sindaco per due liste

Antonio Mercurio

– Si tratta di Direzione Capaci che sostiene Pietro Puccio, e Siamo Capaci che punta su Erasmo Vassallo. In entrambi i casi sono liste civiche senza simboli di partito

Si riduce a due soli nomi la partita per la corsa alla prima poltrona del Comune di Capaci in vista delle imminenti elezioni amministrative del 10 giugno, così come le liste, anche queste due in totale. Si tratta di Direzione Capaci, il cui candidato sindaco è Pietro Puccio, e Siamo Capaci che punta su Erasmo Vassallo. In entrambi i casi sono liste civiche senza simboli di partito. Fuori dai giochi, solo sulla carta, il Partito Democratico che aveva sostenuto alle precedenti elezioni, assieme a numerose liste civiche, l’attuale primo cittadino uscente, Sebastiano Napoli che ha scelto di non ricandidarsi.

La lista Direzione Capaci, che guarda all'area di centrosinistra, è composta da Rita Aquilino, Giusto Baiamonte, Rosaria Billeci, Michelangelo Costanzo, Sara Di Lorenzo, Vincenzo Salvatore Di Maggio, Francesco Fricano, Maria Giambona, Rosario Giambona, Vincenza Giambona, Letizia Rita Guercio, Maria Rosa Lo Bello, Salvatore Puccio, Francesco Ravveduto, Valentina Salvino e Paolo Siino. Gli assessori designati da Puccio sono: Rita Di Maggio, studentessa universitaria ed impiegata di 22 anni e l’imprenditore Girolamo Billante di 39 anni.

La lista Siamo Capaci, che raccoglie il consenso dell’area di centrodestra, è formata invece da Giusto Bologna, Erasma Cerchia, Giovanni Cuneo, Paolo D’Agostino, Michele Guastella, Giovanni Licata, Donata Longo, Salvatore Luna, Giovanna Misia, Bernardo Occhipinti, Giovanni Carlo Puccio, Giusy Riccobono, Pietro Paolo Sanfelice, Antonietta Taormina, Roberto Tarallo e Beatrice Denis Vassallo. Vassallo ha designato assessori Giovanni Licata, 52 anni, e Antonella Vassallo.

Il Movimento 5 Stelle, che aveva indicato Emanuela Balsano, come candidato sindaco, non parteciperà alle elezioni. Il gruppo dei pentastellati, infatti, ha confermato di non aver ricevuto dai vertici del Movimento la certificazione della lista e l’autorizzazione a usare il logo.