Misilmeri, 12 arrestati per furto e riciclaggio auto
Dal Belgio facevano arrivare i pezzi di ricambio

Redazione

Cronaca – Una vera e propria banda è stata sgominata questa mattina dalla polizia. Nel corso dell'operazione sono state scoperte numerose parti di componenti meccaniche, pronte a essere immesse nel mercato illegale. La truffa riguardava anche le assicurazioni per incidenti mai verificati

Una vera e propria banda, specializzata in furti, ricettazione e riciclaggio di veicoli, è stata sgominata questa mattina dalla polizia. A Misilmeri gli agenti stanno eseguendo 12 arresti ai domiciliari, disposti dal gip presso il tribunale di Termini Imerese, nei confronti dei presunti componenti che operava nel territorio del palermitano. 

Nel corso dell’operazione sono state scoperte, occultati all’interno di depositi e magazzini nella disponibilità degli indagati, numerose parti di auto e componenti meccaniche, smontate e pronte a essere immesse nel mercato illegale. Le indagini, svolte dagli agenti del commissariato di Brancaccio e del compartimento della polizia stradale per la Sicilia occidentale di Palermo hanno inoltre consentito di accertare che alcuni degli arrestati avrebbero realizzato consistenti profitti truffando varie compagnie assicurative attraverso la simulazione di furti di veicoli o di incidenti stradali, mai avvenuti. 

L'inchiesta è nata da un controllo amministrativo in un autosalone a Palermo in viale Regione Siciliana Sud Est. Gli agenti della polizia stradale e del commissariato Brancaccio hanno trovato due autocarri e un'auto rubata. Una scoperta che ha consentito di risalire ad un'organizzazione che aveva il centro operativo a Misilmeri. Qui, nell'officina di Filippo Grasso, si assemblavano le auto incidentate e si rimettevano in vendita in due autosaloni a Palermo in viale Regione Siciliana e a Santa Maria di Gesù e uno a Brescia.

I 12 finiti ai domiciliari fanno parte di una catena che acquistava con pochi soldi documenti e pezzi di ricambio dal Belgio di auto incidentate. In base ai documenti arrivati in Italia per l'immatricolazione venivano commessi i furti e le auto con un nuovo numero di telaio venivano immatricolate in Italia e rivendute per un ottimo usato. Non solo, ma la banda avrebbe guadagnato due volte. Non solo sui pezzi ricambio, ma sulle truffe alle assicurazioni per incidenti che non si sono mai verificati.

Nel corso delle operazioni di questa mattina che hanno portato alle notifiche dei 12 arresti domiciliari sono state eseguite diverse perquisizioni. Grazie ad alcuni indizi trovati nel corso dei controlli su uno degli arrestati gli agenti della Polstrada e del commissariato Brancaccio sono risaliti ad un maxi deposito di 400 metri quadrati pieno zeppo di pezzi di ricambio rubati. I reati contestati sono furto, ricettazione e riciclaggio. Nel corso dell'operazione sono state sequestrate diverse vetture assemblate in modo illegale ad ignari acquirenti che si sono recati negli autosaloni a comprare le vetture taroccate.