Sinistra Comune incontra Orlando, poche le critiche
«Acqua e rifiuti sono la spia della nostra anomalia»

Andrea Turco

Politica – All'Istituto Gramsci il gruppo di SC ribadisce il sostegno alla giunta, anche in vista di un possibile assessorato. Giusto Catania: «Pensiamo a rilanciare l'azione politica, più che al rimpasto». Mentre il sindaco ribadisce che «siamo la città più cambiata d'Italia degli ultimi 40 anni, altro che stanchezza e appannamento»

Il più citazionista di tutti è Giusto Catania, che per spiegare il rapporto di Sinistra Comune con la giunta Orlando ricorre alle Lezioni americane di Italo Calvino e a una storiella cinese su un disegnatore, Chan Su, che disegnò un granchio su richiesta del re ma ci mise dieci anni, in un istante e con un solo gesto. «Quello che mi rimane leggendo questa storia è un sentimento di amarezza e di rimpianto  - dice l'attuale consigliere comunale ed ex assessore alla mobilità -. Io penso che Chan Su (leggasi Orlando ... ndr) avrebbe potuto fare molto di più in questi dieci anni, avrebbe probabilmente potuto realizzare tante altre cose e realizzare un granchio molto più bello di quello che ha disegnato».

A parte le metafore, l'incontro che Sinistra Comune ha voluto col primo cittadino, seduto come unico interlocutore della giunta al tavolo dei relatori all'istituto Gramsci, è servito a ribadire i rapporti tra Orlando e il partito che più di tutti ha sostenuto "l'anomalia Palermo", restandone però esclusa all'assegnazione degli incarichi assessoriali. E dire che SC portava con sè un lusinghiero risultato elettorale, che ha portato alla nomina di cinque consiglieri comunali i quali in questi mesi non hanno fatto mancare il proprio apporto alla risicata maggioranza. Negli scorsi giorni Orlando ha promesso un cambiamento tra gli assessori, per dare un indirizzo politico. E pur non facendone precisa menzione, Catania ha colto la palla al balzo per ribadire la linea. «Pensiamo a rilanciare l'azione politica - dice -, più che al rimpasto. Non è utile sostituire tre assessori senza tessera di partito con tre che ce l'hanno. Rimane il fatto che dell'anomalia politica di Palermo il garante rimane Orlando, gli altri sindaci del Pd in Italia non fanno quello che fa lui qui».

In sostanza: sì all'assessorato ma a parte che si mantengano e si rafforzano gli indirizzi della precedente giunta, quando sia Catania che Barbara Evola erano assessori. «Uscivamo dal periodo più buio della nostra città, quello che va dal 2001 al 2012 - continua il consigliere comunale -. Oggi la città non è più la stessa: nel '70 scomparivano le fabbriche Ducrot, che oggi sono i Cantieri Culturali in fermento; nel '70 scompariva Mauro de Mauro; non è la più "città macello" di Consolo che nel 1982 contava centinaia di morti per mafia. Il 5 maggio del 1971 veniva ucciso Pietro Scaglione, e tra noi oggi c'è il nipote, che porta anche il suo nome». 

E sarà anche per queste constatazioni che gli interventi dei componenti di Sinistra Comune, tutti volti noti dell'associazioni e dell'attivismo locale, in fondo sono tutti leggermente (chi più chi meno) critici senza mai un colpo duro che sia uno. Solo uno sprone a fare meglio e di più. Tanto che Orlando alla fine ha gioco facile nel ribadire più volte la comune visione di intenti su determinati temi, dai migranti alla visione della città. Alessandra Sciurba, della Clinica Legale per i Diritti Umani, ha ricordato come «un anno fa presentavamo qui il nostro programma, incentrato sulla visione e sulle pratiche, e sui diritti come orizzonte e come obiettivo». Sciurba ha poi segnalato che «ci ha lasciato sgomenti l'ordinanza sulla prostituzione, che non è una questione di decoro (e qui sono scattati gli applausi ... ndr); non ci è piaciuto non solo il contenuto ma anche il linguaggio. E invitiamo Orlando ad aprire un tavolo con la questura di Palermo, che è una delle peggiori d'Italia sui permessi di soggiorno. Ribadiamo poi il nostro no a hotspot e centri di rimpatrio».

Mentre Mariangela Di Gangi, dell'associazione Zen Insieme, ha invitato «ad accorciare le distanze tra cittadini e istituzioni» e chiedendo certezze per un terzo settore che spesso sopperisce a quella mancanza di connessione («bisogna sempre fare i conti col bando che deve uscire e col finanziamento che finisce»), il presidente della I circoscrizione Massimo Castiglia ha ribadito che «vogliamo ripartire, e lo stiamo già facendo, dai luoghi di conflitto: la Vucciria, i mercati, la movida». Rari accenni a quelli che sono stati e sono i due punti deboli più in evidenza della giunta, cioè acqua e rifiuti (ammessi pure dal sindaco e dagli assessori in altri episodi), così come le vicende dei cantieri per la città che stanno provocando disagi ai cittadini (solo un richiamo al fatto che «urge un incontro sulla fermata dell'anello ferroviario a piazza Castelnuovo»). 

Infine c'è il deputato Erasmo Palazzotto che sottolinea come «Palermo rischia di essere soffocata dalle emigrazioni più che dalle immigrazioni, la sfida è ripopolare la città delle sue energie migliori», e Fausto Melluso, dell'Arci Porco Rosso, da una parte difende gli affidamenti alla cultura («come pensano i grillini di annullare la discrezionalità delle scelte, con un algoritmo?»), dall'altra lancia qualche frecciata. Dai Cantieri («non è affatto detto che gli spazi che stanno aprendo riescano tutti a sopravvivere, e allora ci vuole una strategia del Comune che non può essere solo passivo ricettore di istanze esterne»), a Emma Dante («è stato scomposto il suo intervento nel richiedere uno spazio per sè»).

Alla fine è stato proprio Orlando il più diretto di tutti: ha risposto alle istanze sollevate (quasi tutte, in realtà, non tutte) e ha ribadito le proprie convinzioni. «Altro che stanchezza e appannamento - ha detto -, questa città è la più cambiata d'Europa degli ultimi 40 anni. Le criticità sono la spia della nostra anomalia: devo spiegare perchè abbiamo problemi su acqua e rifiuti? Perchè le manteniamo pubbliche. Noi siamo alternativi a tutti i populismi. La sicurezza in sè non è un diritto, è quando ci sono gli altri diritti che c'è la sicurezza». Il sindaco ha poi rivendicato i risultati ottenuti. «In tanti oggi vivono di bed & breakfast. Siamo la città più cablata d'Italia, insieme a Milano. A luglio presentiamo il Piano Regolatore Generale al consiglio comunale, che sarà a consumo zero di suolo. Abbiamo messo a bando i beni confiscati». E c'è spazio anche per difendere l'ordinanza sulla prostituzione: «Noi continuiamo a tenere sotto la polvere della prostituzione la tratta di essere umani; è per rompere quel legame che abbiamo fatto l'ordinanza. Passati 30 giorni comunque ne verificheremo gli effetti».