Al Montevergini la militarizzazione Usa della Sicilia
In un libro scritto dalla giornalista tedesca Andres

Redazione

Cultura e spettacoli – Giovedì alle 18 sarà presentato il volume che affronta le ripercussioni della presenza militare nell'isola. Mentre il collettivo che l'anno scorso occupò gli spazi lancia per venerdì 13 una nuova assemblea per «il rilancio delle attività e delle iniziative»

Per chi è privo di immaginazione una cartina geografica non aiuta a visualizzare i territori. Ma la mappa delle installazioni Nato e degli eserciti Usa in Sicilia - contenuta all'interno del libro di Jacqueline Andres "The hub of the Med", una lettura della geografia militare statunitense in Sicilia - riesce a rendere cosa vuol dire avere a che fare con la presenza del più imponente e invasivo esercito del mondo. Sono 28 i punti sulla mappa, che corrispondono a intere porzioni di territorio sottratte all'utilizzo dei siciliani e delle siciliane che li abitano ma che non possono percorrerli. Il volume, pubblicato dalla casa editrice anarchica Sicilia Punto L edizioni, sarà presentato giovedì 11 aprile alle ore 18 al teatro Montevergini. Con un'introduzione curata da Antonio Rampolla, attivista del comitato di base No Muos Palermo, e dal cronista di MeridioNews Andrea Turco.

La giornalista tedesca in questi giorni è nell'isola in tour di presentazioni della sua opera, alla quale ha lavorato partendo da alcuni semplici domande, come afferma lei stessa nella quarta di copertina. «Come si inserisce la base navale di Sigonella nell'infrastruttura bellica degli Usa e della Nato?» si chiede retoricamente per porgere in realtà la domanda, e le successive domande, al lettore. «Che ruolo assume nelle guerre del XXI secolo? Chi detiene la sovranità sul territorio occupato dalla base di Sigonella? come funziona la regolamentazione dell'uso del territorio e del personale della base? Di quali elementi funzionali si compongono le istallazioni militari attualmente usate nella base statunitense? Quali ripercussioni ha la presenza della base militare nel contesto territoriale? Che effetti comporta sull'economia locale, sull'ambiente, sulla salute fisica e psichica dei residenti della zona circostante?».

Quesiti ai quali l'autrice prova a dare una risposta attraverso una ricerca esaustiva, con una ricca bibliografia e molti documenti - ufficiali e non -, spesso presi direttamente dal mondo militare. Lo scopo della giornalista, come si apprende ancora dalla quarta di copertina, è di «contribuire al rafforzamento delle nuove ricerche critiche sul militarismo, seguendo il concetto di geografia militare elaborato da Rachel Woodward». Dopo la presentazione del libro seguirà una cena sociale e la musica della band noise Indicative. Mentre la rinata assemblea del collettivo che l'anno scorso occupò i locali inutilizzati lancia per venerdì 13 alle ore 17 una nuova «assemblea cittadina del Montevergini Bene Comune per il rilancio delle attività e delle iniziative».