Foto di: Helen Hecker

Ma cu tu fici fari, la Palermo vista dagli altri
«Qui ho imparato la bellezza della flessibilità»

Alice Sagona

Costume e società – Al via la rubrica che raccoglie le scelte di chi ha deciso di venire a vivere qui: una galleria di volti, immagini e storie per raccontare la città in modo inedito. Si comincia con Helen, la tedesca che vuole aprire una scuola di fotografia. «Adesso che i flussi turistici sono in aumento, il rischio è di snaturare l'autenticità delle cose»

Sempre più spesso succede di incrociare tra un chiacchiericcio e l’altro uomini, donne e in alcune casi famiglie che hanno deciso di venire a vivere a Palermo. Alcuni fanno gli artisti, altri sono ricchi, molti si stanno inventando un lavoro, tutti sono attratti da una città bellissima dove (dicono) la qualità della vita è molto alta. Un segnale importante che ci incuriosisce. Nelle prossime settimane cercheremo di dare voce a questa tendenza e raccontare Palermo attraverso le storie di chi ha scelto questa città pur non avendo nessun legame di sangue. Nasce la rubrica “Ma cu tu fici fari, Palermo vista dagli altri”. Una galleria di volti, immagini e storie per raccontare la città in modo inedito.

Helen è una ragazza tedesca di 31 anni, idee chiare e temperamento deciso. Si trasferirà a Palermo tra qualche settimana per dare vita ad un progetto imprenditoriale e artistico che la porterà a coronare il suo sogno: vivere a Palermo. Helen Hecker ha svolto molti lavori, tutti legati al settore dell’audiovisivo e del giornalismo; esperienze che vuole valorizzare e rendere remunerative qui.

La giovane fotografa tedesca si è innamorata di Palermo si da piccola, imparando poi l'italiano con le audiocassette e continuando a tornare in città ogni volta che poteva.

La giovane fotografa tedesca si è innamorata di Palermo si da piccola, imparando poi l'italiano con le audiocassette e continuando a tornare in città ogni volta che poteva.

La giovane fotografa tedesca si è innamorata di Palermo si da piccola, imparando poi l'italiano con le audiocassette e continuando a tornare in città ogni volta che poteva.

La giovane fotografa tedesca si è innamorata di Palermo si da piccola, imparando poi l'italiano con le audiocassette e continuando a tornare in città ogni volta che poteva.

La giovane fotografa tedesca si è innamorata di Palermo si da piccola, imparando poi l'italiano con le audiocassette e continuando a tornare in città ogni volta che poteva.

La giovane fotografa tedesca si è innamorata di Palermo si da piccola, imparando poi l'italiano con le audiocassette e continuando a tornare in città ogni volta che poteva.

«Voglio mettere su una scuola di fotografia e videomaking pensata per i viaggiatori stranieri - racconta -. Qui c’è tanto da vedere e da fotografare, è il posto perfetto per organizzare dei workshop che possano portarti in giro e farti conoscere posti bellissimi che da viaggiatore singolo non avresti mai avuto la possibilità di vedere. Per realizzare questa idea sono riuscita ad avere accesso a delle borse europee e vorrei collaborare con artisti e fotografi siciliani, perché credo che lo scambio sia fondamentale. Mi sembra anche un bel modo per supportare un tipo di turismo più lento e sostenibile, perché adesso che i flussi turistici sono in aumento a Palermo, il rischio è quello di snaturare l’autenticità delle cose».

Se le chiedi perché ama così tanto la Sicilia e la città risponde semplicemente  che la sente come casa. «La Sicilia per me è un’emozione spesso difficile da descrivere - aggiunge -, a volte non è spiegabile. Quando avevo sedici anni la mia scuola ha partecipato a un progetto di scambio e per la prima volta ho messo piede in Sicilia. È stato amore a prima vista. Amo da sempre l’Italia e la vostra isola. Mio padre da piccola mi raccontava che c’era qualche avo di origine italiana e io ho cominciato a studiare italiano con delle audiocassette che mi regalò mia sorella. Quando sono arrivata per la prima volta a Punta Raisi mi sono sentita subito a casa, c’ho messo poco a rendermi conto di tutti i problemi che ci sono ma questo non cambia il fatto che io qui mi sento davvero bene».

Helen riesce a tornare a Palermo dopo quella esperienza che le ha toccato il cuore, prima con un progetto Erasmus e poi con uno stage al Goethe Institute. Vive dunque da diversi anni a Palermo e non ha proprio intenzione di andarsene via. «Quando sono dovuta tornare in Germania per finire gli studi e iniziare un percorso lavorativo, sapevo già che sarei ritornata. Immaginavo da vecchia, una volta in pensione - dice sorridendo - ma poi ho pensato che se avessi trovato un’idea giusta avrei potuto vivere e lavorare a Palermo, valorizzando le cose che mi interessano davvero. La fotografia è sempre stata una passione ma negli anni in cui ho vissuto a Palermo, ho davvero incentivato il mio approccio a quest'arte, andavo sempre in giro con la macchina fotografica. La luce di questa città è molto ispirante, amo le sue contraddizioni, i contrasti non solo culturali ma anche di paesaggio e questo mi ispira molto. Lavorando a Palermo ho imparato la bellezza della flessibilità, in Germania siamo educati alla disciplina e a fare le cose velocemente, esattamente e perfettamente in modo molto determinato e finalizzando sempre le cose. Qui ho imparato che c’è sempre una soluzione e c’è una tendenza alla rilassatezza, alla calma, si può sempre trovare una soluzione improvvisata. Amo l’arte di arrangiarsi, è una cosa che ti lascia molta libertà ed è per me un valore fondamentale».

Un amore vero e sincero quello che Helen nutre per la nostra città, nonostante i problemi che ben conosce. «So com'è vivere Palermo, dopo un po’ ti stanchi delle difficoltà ed è normale. A me capitava di impazzire per delle piccole cose quotidiane come le file alle poste o i mezzi pubblici impossibili da prendere. Inoltre, quando sono tornata in Germania quasi cinque anni fa i miei amici siciliani erano in una fase di piena delusione, erano molto negativi, però adesso mi sembra che l’atteggiamento sia cambiato e conosco tante persone che sono tornate e questo mi dà coraggio, anche se immagino ci saranno giornate in cui tante cose mi peseranno. Ho deciso di provare a realizzare il mio progetto quest’anno anche perché Palermo sarà Capitale della Cultura e ospiterà Manifesta. Credo ci sarà più attenzione sulla città, poi non so in che modo verranno veramente realizzate queste cose, però la mia speranza è questa, che possa essere un’occasione di crescita. Una cosa che mi fa un po’ paura e che potrebbe mancarmi è la vita culturale e artistica di Berlino. In futuro mi piacerebbe anche aiutare la città a sviluppare questo aspetto».