Musei, custodi in rivolta: a rischio apertura per Pasqua
Sadirs: «Risolvere subito la questione dei pagamenti»

Redazione

Formazione e lavoro – È questa una delle decisioni prese nell’assemblea dei custodi organizzata dal sindacato questa mattina al dipartimento regionale dei Beni culturali, alla presenza di circa 200 dipendenti. Da sola metterebbe in crisi l’intero sistema di fruizione e vigilanza dei siti di tutta l’isola compromettendo l'apertura nei festivi

«Fino a quando non si risolverà la questione dei pagamenti, regolarizzandoli anche per il futuro, saranno rispettati gli articoli del contratto di lavoro cominciando da quello che fissa il limite massimo di un terzo dei festivi in cui si può lavorare, senza dare disponibilità al superamento». È questa una delle decisioni prese nell’assemblea dei custodi organizzata dal sindacato Sadirs questa mattina al dipartimento regionale dei Beni culturali, alla presenza di circa 200 dipendenti. Una decisione che da sola metterebbe in crisi l’intero sistema di fruizione e vigilanza dei siti di tutta l’isola compromettendo l'apertura nei festivi e già a Pasqua.

Una decisione drastica dovuta al fatto che i mille custodi attendono dal 2016 indennità di turnazione, tutela e vigilanza, buoni pasto, per un totale che varia dai 3 mila ai 4 mila euro ciascuno. Somme per altro già stanziate ma non erogate a causa dei ritardi degli uffici. Dunque adesso la protesta si sposta anche alla Funzione pubblica. E proprio oggi, guarda caso, in occasione dell'assemblea, dal dipartimento dei Beni culturali è partita verso la Funzione pubblica una richiesta informazioni sul pagamento delle indennità del 2017.

C’è poi un problema di mansioni svolte, perché ad esempio nella stragrande maggioranza dei casi svolgono anche compiti di biglietteria, visto che oggi stentano a partire i servizi aggiuntivi in tutta l’isola. Resta infine il problema della carenza di organico. Il numero dei custodi è esiguo se si considera che sono impegnati nella vigilanza dei siti effettuata in gran parte 24 ore su 24, e solo in pochi casi con l’ausilio della videosorveglianza e di sistemi antintrusione efficaci. «Da un lato il dipartimento si vanta dell’aumento dei visitatori - spiegano Peppino Salerno e Giuseppe Di Paola del settore beni culturali del Sadirs - con un trend in continua crescita, e dall’altro ignora i disservizi, le carenze e il malumore e malessere del proprio personale, impegnato in prima linea nell’accoglienza e, cosa mai trascurabile, nella vigilanza e sicurezza dei siti».