Afrin non è sola, Palermo solidale col popolo curdo
«Qui fu data per prima la cittadinanza a Ocalan»

Andrea Turco

Politica – Alle 17 e 30 la manifestazione, che parte da piazza Verdi, a sostegno della popolazione al nord della Siria, costretta alla fuga dopo due mesi di offensiva da parte della Turchia. «L'obiettivo è distruggere un modello di società aperta e inclusiva, noi in contrasto con l'oscurantismo fascio islamico»

La vignetta di Zerocalcare, il fumettista attualmente più conosciuto in Italia, spiega bene il senso della percezione che si ha del dramma umanitario in Siria: quando a Kobane i curdi resistevano all'Isis i media e più in generale gli italiani tifavano apertamente per questo popolo di cui aveva poco sentito parlare prima; ora che lo stesso popolo ad Afrin è sotto attacco di uno stato "democratico" come la Turchia, amico dell'Occidente, le attenzioni sono minime. Anche per questo motivo Palermo aderisce oggi alla piattaforma internazionale di solidarietà al popolo curdo, con una manifestazione che partirà alle ore 17 e 30 da piazza Verdi

«La città ha mostrato da tempo la propria vicinanza al popolo curdo e più in generale ai popoli della Siria - dice Giulio Franzitta, uno degli organizzatori del corteo -. Siamo stati ad esempio i primi a dare la cittadinanza onoraria ad Ocalan, come passo essenziale per costruire la pace. Il punto fondamentale che noi sosteniamo è il confederalismo democratico (la piattaforma sociale avanzata dal leader del Partito dei Lavoratori del Kurdistan ... ndr), per la convivenza in quelle terre, come avviene da tempo, di tutte le etnie e le religioni, in un discorso che non mette in discussione i confini».

Dopo gli attacchi degli scorsi giorni da parte dello Stato Turco, che la scorsa settimana ha preso il controllo della città al nord della Siria a seguito di una sanguinaria offensiva durata due mesi, in questo momento ad Afrin ci sono centinaia di migliaia di civili costretti alla fuga, abbandonati a se stessi sulle strade senza che venga fornito loro alcun aiuto. Anche per questo motivo il corteo di oggi si scaglia contro la comunità internazionale (Onu e Nato in testa) che assiste senza intervenire all'ennesima guerra in atto. 

«L'obiettivo di stati come la Turchia e l'Arabia Saudita - aggiunge Franzitta - è di distruggere un modello di società aperta, inclusiva e solidale come quella che esiste in Kurdistan. Noi dunque siamo in contrasto con l'oscurantismo fascio islamico. E per questo motivo manifestiamo a Palermo. Consideriamo anche il Comune un attore solidale».