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Raccolta differenziata, nei mercati storici resta un sogno
M5s: «Rap pronta, Ballarò potrebbe essere un esempio»

Il modello di conferimento e raccolta dei rifiuti è ancora una chimera, ma sono tante le proposte e le sollecitazioni da parte della maggioranza e dell'opposizione. Per Massimo Castiglia, presidente della prima circoscrizione, prima sono necessarie «la pedonalizzazione e l'approvazione del regolamento unico dei mercati»

Foto di: Terradamare

Foto di: Terradamare

È una delle note dolenti del Comune di Palermo: la raccolta differenziata in città solo in alcuni quartieri è realtà. Per la maggior parte rimane quando va bene una prospettiva e quando va male, cioè spesso, un'utopia. Il modello virtuoso di conferimento e raccolta dei rifiuti resta quasi un sogno all'interno dei mercati storici della città, per esempio. A detta di molti è proprio qui che si gioca la sfida più importante. Se ce la fanno i mercati, insomma, ce la fa la città. E sono diverse le proposte e le sollecitazioni in tal senso, da parte sia della maggioranza che dell'opposizione.

A sala delle Lapidi da dicembre staziona una mozione del gruppo del Movimento 5 Stelle con una proposta per responsabilizzare intanto i commercianti e i bancarellari che dei mercati storici sono l'anima, a partire da Ballarò. «Chiediamo l'introduzione del sistema porta a porta nei mercati storici - spiega Antonino Randazzo, consigliere del Movimento 5 Stelle e membro della quarta commissione Igiene e Sanità - con la distribuzione di un kit per i commercianti con i contenitori o dei sacchi identificativi che possano essere utilizzati per differenziare la frazione organica, che poi è la componente principale di questi mercati e gli imballaggi, quindi il cartone e il legno. Una ricetta abbastanza semplice, quella di mettere i commercianti nelle condizioni di potere differenziare facilmente i rifiuti anziché lasciarli per terra come avviene giornalmente. Questo andrebbe a ridurre l'impegno della Rap, che impiega una squadra notevole per la pulizia dei mercati. Per fare ciò la nostra proposta prevede anche dei formatori, un facilitatore per mercato che aiuti il commerciante a imparare a differenziare e gli dia supporto perché non si senta abbandonato dalle istituzioni». E i feedback da parte dei commercianti sono positivi: «Abbiamo fatto delle verifiche grazie ad alcuni nostri attivisti e la risposta dei commercianti di Ballarò è stata molto positiva». 

Randazzo riconosce poi i punti di riferimenti positivi, anche quando vengono dalla maggioranza di governo: «Speriamo che Massimo Castiglia, che si sta muovendo bene tra Ballarò e Albergheria, dove ci sono tutte le intenzioni di normalizzare anche il mercato dell'usato, in quanto presidente della prima circoscrizione possa incidere. Potrebbe essere utile quanto meno partire da lì e poi diffondere il modello negli altri due mercati storici».

Proprio il modello dell'assemblea di Sos Ballarò sarà oggi pomeriggio al centro di un incontro che vedrà, presso l'ex sala falegnameria dell'oratorio di Santa Chiara, le tante associazioni del quartiere confrontarsi col sindaco Leoluca Orlando e la giunta comunale sui problemi e le proposte che riguardano il quartiere e il mercato storico. In un documento diffuso ieri, i partecipanti a Sos Ballarò hanno sottolineato tra i punti di svolta proprio l'avvio della raccolta differenziata. Una proposta già fatta due anni e mezzo fa, nel corso del primo incontro pubblico con l'amministrazione comunale, e ancora non avviato nonostante i tanti tavoli tecnici avviati con Rap, Palermo Ambiente, settore Ambiente e consulta dei presidenti di Circoscrizione. «Avremmo voluto avviare la differenziata - dice Castiglia - in un preciso momento, cioè appena dopo la pedonalizzazione dei mercati storici e l'approvazione del RUM (regolamento unico dei mercati). Senza queste due cose andare a fare la differenziata in questo momento è difficile, anche perché le botteghe sono ancora scollegate. Nel momento in cui si riesce a dare qualcosa di concreto ai mercati la Rap sarebbe già pronta coi cassonetti.  Pensiamo poi anche a tariffe agevolate per la concessione del suolo pubblico, perché mettersi in regola deve convenire, la legalità deve convenire. Solo così si potrà fare in modo che della monnezza se ne occuperà chi la produce. E questo è un cambiamento culturale significativo». 

E che la partecipata che si occupa dei rifiuti sia pronta a partire lo conferma lo stesso Randazzo: «Ho avuto modo di confrontarmi con la Rap l'altro ieri pomeriggio e sembrerebbe che ci sia un'apertura da parte loro, con le risorse sufficienti per effettuare la differenziata nei mercati storici. Si aspetta adesso un segnale da parte dell'amministrazione e in questo senso sarebbe utile deliberare sul Rum, il regolamento unico dei mercati storici, che è ancora fermo in consiglio. Ma al di là di questo aspetto regolamentare i presupposti per partire sembrerebbero esserci». 

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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