Il mercato di San Saverio a breve cambierà volto
Assessore Mattina «O funziona o falliremo tutti»

Alessia Rotolo

Economia – Ieri durante un consiglio della prima circoscrizione aperto a residenti e associazioni è stata presentata la delibera di giunta che dovrebbe portare a grandi cambiamenti al mercato dell'usato. Un luogo degradato e pieno di immondizia diventerà entro la fine dell'anno un posto organizzato e bello.

Il mercato dell'usato di San Saverio a Ballarò presto cambierà volto e da luogo degradato diventerà un posto organizzato e funzionale. «Perché la bellezza salverà il mondo!», si sente urlare dal fondo della sala del cinema Edison, dove si è tenuta ieri pomeriggio un'altra riunione, un consiglio della prima circoscrizione aperto alle associazioni, residenti e mercatari. L'intento in questi mesi di riunioni e incontri è stato quello di studiare delle soluzioni per regolamentare e arginare il mercato che spesso sembra essere sfuggito ad ogni forma di controllo. Sono emersi due punti fermi: così com'è adesso non può continuare ad esistere quindi deve cambiare anche perché altrimenti l'amministrazione comunale userà il pugno duro e, altro punto fondamentale, è che nessuno vuole che muoia perché molte famiglie vivono con quello che riescono a vendere in quel mercato.

Ieri è stata presentata all'assemblea una delibera di giunta che tra due settimane, dopo un ulteriore passaggio tra gli assessori del Comune, dovrebbe diventare effettiva e quindi si partirà con «la rivoluzione» come l'ha chiamata ieri Don Enzo Volpe di Santa Chiara, anche lui presente all'assemblea: «Quella fatta di piccoli passi, - dice Don Enzo - quella partecipata che è capace di ascoltare tutti per non calpestare i diritti di nessuno». È piena la sala dell'ex cinema, «Non abbiamo alternative, sia chiaro - dice Massimo Castiglia, presidente della prima circoscrizione - o funziona questa soluzione o incorriamo nel rischio che venga militarizzato il quartiere per togliere definitivamente il mercato». Il mercato di San Saverio è troppo spesso sotto i riflettori della cronaca cittadina e anche nazionale perché ad essere venduti non sono solo oggetti usati ma spesso anche rubati e perché le strade e le piazze che lo ospitano sono spesso piene di immondizia e abbandonate nel degrado più totale, eppure potrebbe diventare un volano per l'economia locale per diversi motivi.

«Il mercato dell'usato supporta quello storico di Ballarò e viceversa - spiega Giacomo Terranova, presidente dell'associazione Mercato Storico di Ballarò - chi viene a fare la spesa a Ballarò poi va anche a San Saverio e viceversa. E poi i turisti impazziscono per il mercato dell'usato, perché trovano oggetti particolari, antichi». La delibera di giunta prevede il ridimensionamento dell'area interessata dal mercato, attualmente troppo estesa, verranno circoscritte 240 postazioni che verranno assegnate a chi si prenoterà, il mercato si svolgerà ogni giorno dalle 7 alle 13 tranne il lunedì, verranno incrementate le aree di parcheggio, sarà prevista un'area per i rifiuti ingombranti che ogni giorno la Rap ripulirà, sempre la Rap spazzerà la zona del mercato e svuoterà i cassonetti due volte al giorno anzicché una come adesso, il comune troverà i finanziamenti per acquistare tavoli e ombrelloni.

«È fondamentale regolamentare il mercato dell'usato - dice Giuseppe Mattina, assessore alle Attività sociali che si è preso in carico l'oneroso compito di seguire il percorso di cambiamento del mercato di San Saverio - è da un anno e mezzo che ascoltiamo tutti, che è iniziato questo percorso. Dando l'avvio a questo percorso, entro la fine dell'anno il mercato sarà completamente rinnovato. C'è grande attenzione da parte del comune a questo processo perché se riesce sarà replicabile in altre parti della città. Non abbiamo alternative, o funziona questo percorso virtuoso di cambiamento o abbiamo fallito tutti». I rifiuti sono una risorsa, quindi vanno valorizzati, la Rap avvierà anche la raccolta differenziata sia dentro il mercato di Ballarò che quella porta a porta. «Per realizzare questo enorme cambiamento però c'è bisogno che tutti si responsabilizzino e che ognuno faccia la sua parte - conclude il suo intervento don Enzo - in questo importante momento di cambiamento per tutto il quartiere».