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Approvato bilancio consolidato, via libera a concorsi
Ridotti drasticamente contenziosi Comune-aziende

Gaspare Ingargiola

Economia – Si tratta di un provvedimento che stabilisce il dare e avere tra l'amministrazione e le partecipate. La differenza, cioè, tra i crediti che queste ultime vantano da Palazzo delle Aquile e, viceversa, i crediti pretesi dall'esecutivo cittadino. Differenza che, a oggi, è ridotta a 17 milioni, e che l'assessore Gentile conta di coprire con la lotta all'evasione fiscale. Si sbloccano le assunzioni

Torna il concorso per i 13 dirigenti tecnici a tempo determinato. Si sbloccano le assunzioni. Via al rinnovo dei consigli di amministrazione delle partecipate. E presto potrebbe arrivare anche la nomina del direttore generale. Gli effetti collaterali più interessanti del bilancio consolidato del 2016 approvato dalla giunta comunale di Palermo non riguardano i numeri ma il personale di Palazzo delle Aquile, che presto potrebbe registrare nuovi ingressi grazie all’approvazione del documento finanziario, presentato oggi dal sindaco Leoluca Orlando, dall’assessore al Bilancio Antonino Gentile e dal nuovo ragioniere generale Paolo Bohuslav Basile alla sua prima uscita ufficiale.

Ma innanzitutto cos’è un bilancio consolidato? È un provvedimento che stabilisce il dare e avere tra un Comune e le partecipate. La differenza, cioè, tra i crediti che le aziende ritengono di vantare dal Comune e, viceversa, i crediti che l’amministrazione pretende dalle aziende. Un esempio? Una sanzione che il Comune infligge ad una partecipata e che la partecipata contesta o non riconosce. Oppure una commessa che secondo l’azienda è stata svolta a dovere e che per il Comune invece presenta lacune traducibili in una decurtazione del compenso.

Questa divergenza di vedute su chi deve quanto a chi prende il nome di disallineamenti. Negli anni i disallineamenti avevano raggiunto una cifra monstre, tanto che più volte la Corte dei Conti aveva bacchettato Palazzo delle Aquile chiedendo di stabilire una volta per tutte crediti e debiti reciproci tra Comune e partecipate. Altrimenti sarebbe rimasto tutto bloccato: assunzioni, nomine e rinnovi di cda. Per questo i funzionari contabili delle società e i tecnici della Ragioneria Generale si sono messi a tavolino analizzando fattura per fattura. Un lavoro durato mesi. E per questo Orlando ora si appella al Consiglio: «Spero lo approvino in fretta». Tra l’altro l’aula avrà ben poco da modificare: il bilancio consolidato fotografa lo stato di fatto e in pratica Sala delle Lapidi dovrà limitarsi a ratificarlo.

Ma veniamo ai freddi numeri, che interessano soprattutto i magistrati contabili. «Fino al 2012 - spiegano insieme Orlando e Gentile - i disallineamenti tra Comune e aziende ammontavano a 280 milioni. Al 2016 erano stati ridotti a 42,5 milioni, dei quali 18 coperti dal Comune: quasi 4 milioni impegnati nel 2017 dall’amministrazione e gli altri 14 milioni grazie ad un apposito accantonamento messo da parte negli ultimi anni (dall’ex assessore al Bilancio Luciano Abbonato, oggi alla Corte dei Conti, nda). Rimangono circa 24 milioni contestati che il Comune non ritiene debbano essere riconosciuti alle aziende. Di questi 24 milioni - proseguono sindaco e assessore -, 7 milioni le società partecipate li hanno già accantonati in un fondo rischi. Quindi, l’impatto dei disallineamenti sui conti di tutte le partecipate scende a 17 milioni. Il Comune interverrà solo se le partecipate non riusciranno a coprire questi 17 milioni e andranno in perdita. In quel caso li coprirà il Comune, con poco più di 5 milioni all’anno nei prossimi tre anni, che in un bilancio che supera il miliardo è una cifra minimale».

«Il Comune è obbligato per legge a riconciliare le partite creditorie e debitorie tra amministrazione e partecipate - conferma Basile -. Non ci possono essere partite non conciliate. Il Comune ha l’obbligo di accantonare un fondo perdite, ma la stessa norma consente di utilizzare questo fondo per ripianare le perdite delle società». I cinque milioni all’anno per ripianare le eventuali perdite delle partecipate, stando a sentire Gentile, ci sono già: arrivano dalla lotta all’evasione fiscale. «Da ottobre - spiega - c’è stato un aumento notevolissimo della capacità di riscossione e sta funzionando in maniera egregia la compensazione, ma anche le rateazioni. Da ottobre le riscossioni dei tributi hanno portato 10 milioni di incremento rispetto all’anno scorso, un trend positivo che siamo certi proseguirà nei prossimi mesi. E da gennaio le riscossioni ammontano a 4 milioni in più».

«Il bilancio consolidato 2016 - commenta alla fine Orlando - mostra la solidità patrimoniale del Comune e mette in sicurezza le società in house affidatarie di servizi pubblici. Questo bilancio segna il cambiamento della città che non è solo culturale ma è nella prassi amministrativa, fatta di trasparenza dei conti, di controllo ed indirizzo politico del lavoro svolto dalle aziende che non sono e non potranno più essere come delle ‘Repubbliche delle Banane’ come furono l’Amia e la Gesip. Questo bilancio consolidato conferma che non è reversibile la scelta politica della gestione pubblica dei servizi essenziali. Uno strumento che offre garanzie per il futuro e che ci permette di dire che la strada virtuosa intrapresa difficilmente potrà subire stravolgimenti. Un grazie all’assessore Gentile e agli uffici di ragioneria per l’impegno profuso».

LA NOTA DELL’AMMINISTRAZIONE

I risultati complessivi del bilancio consolidato rilevano una struttura patrimoniale del Gruppo Comune che, secondo l’amministrazione, è solida, con un attivo patrimoniale di oltre 3 miliardi 426 milioni di euro che comprende un valore delle immobilizzazioni di 2 miliardi e 262 milioni e un attivo circolante di 1 miliardo e 162 milioni. Il patrimonio netto supera 1 miliardo e 166 milioni. Quanto al conto economico, la perdita di esercizio di 227 milioni è la risultante degli utili delle società per 4 milioni e 480 mila euro, del riallineamento delle poste di credito-debito Comune-partecipate per - 42 milioni e della perdita di 187 milioni del Comune. «Quest’ultima - sottolineano da Palazzo delle Aquile - è stata notevolmente influenzata dalla cancellazione di crediti (residui attivi in contabilità finanziaria) e del conseguente accantonamento di 224 milioni per adeguamento del fondo svalutazione crediti, con benefici effetti di trasparenza nel bilancio finanziario del Comune. Non si tratta, quindi, di una perdita strutturale ma generata da un’operazione pulizia. Infatti, senza questo componente negativo, il risultato della gestione caratteristica sarebbe stato positivo per oltre 87 milioni».