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Prima assemblea cittadina per Partigiani Pd
«Partito vivo, Renzi non ne cambierà natura»

Redazione

Politica – Oggi una delegazione del movimento ha partecipato al primo incontro della campagna elettorale che si è svolta nella storico circolo dem del quartiere Noce di Palermo

Prosegue l'onda del movimento dei Partigiani del Pd, il gruppo di 'ribelli' nato in Sicilia in dissenso «col modello padronale del partito». Oggi una delegazione dei partigiani ha partecipato alla prima assemblea cittadina della campagna elettorale che si è svolta nella storico circolo dem del quartiere Noce di Palermo e qui Antonio Rubino, uno dei quattro dimissionari dalla segreteria regionale del partito che ha dato vita al movimento, ha letto il loro documento, sottoscritto poi da 65 degli 81 iscritti presenti.

«Chiediamo scusa se ci stiamo inserendo nel dibattito della campagna elettorale. Siamo militanti del Pd e soffriamo a non potere diffondere il nostro entusiasmo nella campagna elettorale» si legge nel documento in cui i partigiani annunciano di essere pronti «a fare una battaglia politica dentro il Partito Democratico. Racconteremo le nostre ragioni fin da subito - scrivono - sapendo che il 5 marzo dovremo creare le condizioni affinché il Pd torni ad essere quella casa che tutti abbiamo costruito e amato. Lo faremo perché siamo convinti che il progetto del Pd è ancora vivo e non sarà la leadership di Matteo Renzi a cambiarne la natura e il profilo, che resta la più grande intuizione politica dell'ultimo decennio».

Il documento ribadisce che alle Politiche i partigiani voteranno Pd. «Lo votiamo perché continuiamo a considerare questo partito la nostra casa. Ma lo facciamo contestando contemporaneamente un 'modello padronale di partito' che non ci appartiene e dal quale prendiamo decisamente le distanze. Le modalità con le quali sono state individuate le candidature per le elezioni politiche, per la verità non solo in Sicilia ma a cominciare dalla Sicilia, non le condividiamo nel metodo e nel merito». E aggiungono: «Ribadiamo, con le nostre resistenze sulla giacca, che NON CAMBIAMO PARTITO, MA CAMBIAMO IL PARTITO. Lo faremo con le nostre facce, con la nostra libertà, essendo certi di interpretare il pensiero di tantissimi elettori e militanti del Pd».