Partinico, bene confiscato diventa una guardia medica
Candela: «Un punto di riferimento per l'intera comunità»

Silvia Buffa

Cronaca – L'immobile di via Benevento 26, appartenuto all'imprenditore locale Gaetano Lunetto al servizio di Cosa nostra, versava da tempo in stato di abbandono. Dopo i lavori di ristrutturazione costati all'Asp di Palermo 40mila euro, rinasce a nuova vita. Direttore Russo: «Una delle migliori guardie mediche dell'azienda». Guarda le foto

Nuovi arredi, nuove attrezzature e soprattutto una nuova storia per l’immobile di 150 mq di via Benevento 26 a Partinico, che da oggi ospiterà la nuova guardia medica, realizzata dall’Asp di Palermo. Una struttura autonoma con ingresso indipendente dotata di spazi esterni e fornita attrezzature  ad hoc per dialogare con l’utenza. Dotata anche di un’ampia sala d’attesa, servizi igienici dedicati anche ai diversamente abili, un ambulatorio, un altro servizio igienico dedicato alla sala visite ed uno spogliatoio per il personale medico, climatizzatori e impianto di videosorveglianza, per una spesa totale di 40mila euro. «La struttura versava in precedenza in stato di completo abbandono - spiega il Direttore sanitario dell’Asp, Salvatore Russo - era stata anche oggetto di saccheggiamenti e atti vandalici. Dopo i lavori di ristrutturazione e riqualificazione, è diventata una delle migliori guardie mediche dell’azienda». 

Fino a qualche anno fa il bene altro non era che un magazzino di proprietà di un imprenditore edile locale, Gaetano Lunetto, detto zu Tanino. È il 2009 quando la Dia di Palermo gli confisca parte del patrimonio immobiliare, per un valore complessivo di oltre tre milioni di euro. A fare scattare il provvedimento dell’ufficio Misure di prevenzione è il racconto di alcuni pentiti, che lo descrivono come una personaggio vicino a Giovanni Brusca. Lunetto, secondo loro, sarebbe un uomo d’onore della famiglia di Partinico coinvolto, oltre che negli affari imprenditoriali, anche in quelli dello spaccio di droga.

Ma già tre anni prima, nel 2006, a tradirlo erano stati alcuni pizzini ritrovati nell’ultimo covo di Bernardo Provenzano. Due lettere, in particolare, in cui Totuccio Lo Piccolo, boss di San Lorenzo, lo indicava come il nuovo referente della famiglia mafiosa di Partinico. L’investitura gli sarebbe arrivata addirittura dal capo dei capi, Totò Riina. Avrebbe gestito, secondo quanto riportato nella missiva del padrino, gli affari della cosca, dalla riscossione del pizzo in paese fino all'infiltrazione in alcuni complessi turistici noti e avviati. Pizzini che hanno fatto scattare l’arresto di Lunetto, già colpito da una condanna a dieci anni per associazione mafiosa.

Una collaborazione, quella con Cosa nostra, che risalirebbe agli anni ’80 e che gli avrebbe consentito di mettere da parte un patrimonio di tutto rispetto. Nell’elenco dei beni confiscati di sua proprietà, infatti, ci sono numerosi appezzamenti di terreno divisi tra Partinico e Borgetto, appartamenti, garage e magazzini. Ma anche uffici sparsi fino a Palermo e negozi, società, ditte e conti correnti. 

«Un bene confiscato alla mafia diventa un punto di riferimento per l’intera comunità che potrà usufruire di prestazioni mediche in locali efficienti e funzionali. Siamo orgogliosi di potere consegnare ai cittadini di Partinico una struttura che assume anche il valore di un vero e proprio presidio di legalità», è il commento del commissario dell’Azienda sanitaria provinciale Antonio Candela, presente all'inaugurazione di questa mattina, insieme al direttore del Distretto 41 Silvana Muscarella, al procuratore generale di Caltanissetta Sergio Lari e al commissario di Partinico Maurizio Agnese.