Piana degli Albanesi, il lago rischia di prosciugarsi
«Non siamo soluzione a emergenza idrica Palermo»

Gaetano Ferraro

Cronaca – La situazione dell'invaso, di grande importanza anche per il suo valore ambientale, è drammatica. Secondo il primo cittadino Rosario Petta la responsabilità sarebbe da attribuire anche ai troppi prelievi che fa Amat per portare acqua al capoluogo. «Un danno di proporzioni catastrofiche. Ci sarebbero effetti irreparabili, soprattutto a livello igienico sanitario». Guarda le foto

«Salviamo il lago di Piana degli Albanesi dove a rischio ci sono i cittadini, gli ecosistemi e gli assetti geologici». Lo dice il sindaco della comunità arbëresh della provincia di Palermo, Rosario Petta, commentando la situazione critica in cui versa il grande invaso che fornisce acqua anche a Palermo. Complici la siccità e le alte temperature delle ultime settimane il lago è ormai ridotto a un acquitrino. Non sembrano essere servite le riunioni e gli incontri che il primo cittadino pianese ha tenuto in questi giorni con funzionari dell’assessorato regionale all’energia, dell’Amap e dell’Enel. Il livello d’acqua dell’invaso è ormai giunto a livelli critici e la situazione appare di grave emergenza. La carenza di acqua, secondo il primo cittadino, sarebbe aggravata dal prelevamento quotidiano da parte delle condotte Amap che servono la città di Palermo. «Non si può affrontare l’emergenza idrica della città di Palermo - dice il sindaco -, attingendo a oltranza e causando un danno di proporzioni catastrofiche ad un invaso con importante e rara flora e fauna da salvaguardare».

La situazione odierna è gravissima e con un ulteriore svuotamento giornaliero si andrebbe incontro a una vera e propria catastrofe ambientale. «Ci sarebbero effetti irreparabili - dice il sindaco preoccupato -, soprattutto a livello igienico sanitario, che potrebbero derivare non solo dall'aria malsana per le possibili esalazioni mefitiche, ma anche a livello epidemico, dalla putrefazione di alghe e fauna lacustre, l'emersione di melma, di fanghi, di sedimenti di ogni genere che potrebbero anch'essi essere soggetti a putrescenza». Anche dal punto di vista idrogeologico, i conseguenti mutamenti terrestri dovuti alle rotture degli equilibri, in special modo alle tensioni fra strati geologici, prodotti dallo svuotamento, avrebbero conseguenze rilevanti per Piana degli Albanesi e Santa Cristina Gela, i paesi che lambiscono il lago. «Nelle more del riempimento dell’invaso - propone Petta - l’ente proprietario potrebbe, con l’ausilio degli organi in indirizzo, programmare un intervento di manutenzione straordinaria e approfondita di dragaggio del fondale per asportare sabbia, ghiaia e detriti ed aumentare così la capacità d’acqua del lago che negli anni è andata diminuendo».

Il lago di Piana degli Albanesi è sottoposto a vincolo Sic (Sito d'interesse Comunitario). È un luogo dove trovano il proprio habitat naturale numerose specie animali e vegetali. L’invaso è anche Zps (Zona Protezione Speciale), un sito di protezione poso lungo le rotte di migrazione degli uccelli, finalizzate al mantenimento e alla sistemazione di idonei habitat per la conservazione e gestione delle popolazioni di uccelli selvatici migratori; è stato anche riconosciuto come Oasi del Wwf in cui è presente un’area a fruizione pubblica, fondata su attività e servizi all’utente che non possono prescindere dal diretto godimento del lago seriamente compromesso. Inoltre, non meno importante, il lago è sede di un centro tecnico di canoa e canottaggio di proprietà della Città metropolitana di Palermo, per cui si rischierebbe di vedere svanita la possibilità di concretizzazione di qualsiasi attività sportiva nei prossimi mesi con annullamento di eventi e manifestazioni regionali, nazionali ed internazionali.

Il sindaco Petta ha chiesto intanto al presidente della Regione Nello Musumeci, al Prefetto e agli altri enti coinvolti nella gestione delle acque, la costituzione di un tavolo tecnico per affrontare la grave emergenza. «Sollecitiamo un tempestivo intervento volto alla tutela ed alla salvaguardia del nostro lago – scrive Petta -, con un immediato provvedimento di sospensione del prelevamento della esigua quantità di acqua ancora presente, considerato il livello di guardia dell’invaso abbondantemente superato, ne dà prova il blocco dell’attività della centrale idroelettrica da oltre sei mesi».