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Pellegrino, docufilm ispirato al nostro monte
La proiezione venerdì sera al cinema De Seta

Maria Vera Genchi

Cultura e spettacoli – Ispirato alla storia dell'alpinista Roby Manfrè Scuderi, morto sul promontorio nel '94, la lavorazione ha coinvolto i registi Monterosso e Savonitto in un intenso lavoro di ricerca e indagine sui diversi usi che palermitani, artisti, naturalisti, alchimisti e viaggiatori di diverse nazionalità e origini fanno del luogo

Dopo l'anteprima dello scorso luglio in apertura del festival SoleLuna, torna a Palermo la proiezione di Pellegrino, il docufilm di Ruben Monterosso e Federico Savonitto, in una nuova versione ampliata della durata di 70 minuti. Pellegrino (Director's cut) sarà proiettato venerdì 12 gennaio alle ore 21 al cinema De Seta ai Cantieri Culturali alla Zisa. A introdurre alla visione della pellicola, per la quale è previsto l'ingresso libero, saranno Paolo Nicita, Fabrice de Nola e Lorenzo Calamia. 

Cofinanziato dalla Sicilia Film Commission, Pellegrino racconta la Palermo contemporanea da una prospettiva particolare e insolita, quella del monte che la sovrasta, luogo mistico dove sacro e profano si fondono e confondono. Riserva naturale a due passi dalla città, meta turistica internazionale alla diciannovesima posizione tra le 440 cose da fare a Palermo secondo TripAdvisor, monte Pellegrino custodisce al suo interno storie, usi e tradizioni, devozioni ed esperienze portatrici di intensi significati. Tra Santa Rosalia e il Genio, un racconto della città senza entrare in città. Realizzato attraverso il linguaggio visivo del documentario, Pellegrino lascia allo sguardo attento dello spettatore la capacità di svelare l’intravisto, ispirandosi al cinema di osservazione.

Nato con l’intenzione di raccontare la storia di Roby Manfrè Scuderi, alpinista siciliano morto il 18 giugno del 1994 proprio tra le pareti di monte Pellegrino, il progetto si è successivamente ampliato ed intersecato ad altre realtà. La lavorazione del docufilm, durata quattro anni, ha coinvolto i registi in un intenso lavoro di ricerca e indagine sul monte e sui diversi usi che palermitani, artisti, naturalisti, alchimisti e pellegrini di diverse nazionalità e origini fanno del luogo. Storie di diversità passate e presenti convivono nel promontorio, come nel Sacro GRA di Gianfranco Rosi.

L’evento, organizzato dall'Associazione I Serpenti del Genio, in collaborazione con il Comune, è inserito all’interno della manifestazione culturale Palermo, il Genio e il Monte, nata dall’incontro dei progetti dei registi Monterosso e Savonitto con l’artista Fabrice de Nola. Concepita come un’architettura dell’informazione multimediale e interdisciplinare sulla città di Palermo, la manifestazione guarda alla memoria storica, mitologica, morfologica e antropologica della città, con l'intento di fare il punto sull’identità attuale della civitas palermitana, intesa come l’insieme di territorio, tessuto urbanistico, istituzioni e abitanti. Palermo, il Genio e il Monte partirà venerdì 12 gennaio a Palazzo delle Aquile con l’inaugurazione della mostra di introduzione al Genio di Palermo a cura di Fabrice de Nola, Lorenzo Calamia, Tiziana Pantaleo e Giuseppina Vara.