Foto di: Terradamare

Tassa di soggiorno, da Airbnb in arrivo 700mila euro
Federalberghi: «Chiediamo 15 giorni per adeguarci»

Andrea Turco

Economia – Con la delibera del 28 dicembre il Comune va a tassare anche chi è iscritto al noto portale di gestione online di affitti brevi. E mentre Farruggio chiede una moratoria, sono almeno cinquemila i privati che dovranno sborsare 1 euro e 50 a turista nell'anno di Manifesta e di Capitale della Cultura

«Chiediamo al Comune di Palermo di concedere una moratoria di 15 giorni al sistema extra alberghiero per l’adeguamento alle nuove tariffe dell’imposta di soggiorno. Confidiamo nel buon senso». La richiesta di Nicola Farruggio, presidente di Federalberghi Palermo, giunge all'indomani della notizia con la quale si è appreso che la giunta Orlando ha previsto un aumento della tassa di soggiorno, soprattutto per bed and breakfast e case vacanze. Non solo. La novità più sostanziale della delibera del 28 dicembre è che la quota di 1 euro a 50 a turista, così come prevista dalla modifica al regolamento comunale del 2014, dovrà essere versata anche da coloro che si appoggiano ad Airbnb, il noto portale di gestione online di affitti brevi da parte di privati. 

E sono tanti i palermitani che preferiscono mettere a disposizione la propria residenza attraverso la sharing economy (l'economia della condivisione): almeno cinquemila persone, secondo le cifre ufficiali, con un prezzo medio (per un'intera casa) di 43 euro a notte. Solo così il Comune prevede di incassare, nell'anno di Manifesta e di Capitale della Cultura, 700mila euro all'anno in più.

Ad ottobre il fondatore del portale di home sharing Joe Gebbia (che,come tradisce il cognome, ha origini italiane) era stato ospite a Palazzo Riso. In quell'occasione il sindaco Leoluca Orlando aveva già manifestato una sinergia di vedute tra il Comune e il sito, non risparmiando anzi una frecciata agli albergatori locali. «L'accoglienza è la nostra più grande arma di promozione turistica - diceva il primo cittadino - noi abbiamo messo le ali alla nostra identità ma mi permetto di dire che la qualità dell'offerta alberghiera non è adeguata, va migliorata. Airbnb aiuta a narrare le bellezze locali, e al momento garantisce un'offerta più adeguata rispetto a quella di tanti alberghi, spero che gli albergatori colgano come uno stimolo quanto fatto da Airbnb». Un segnale che al momento è stato colto dalla stessa giunta, che ne ha riconosciuto l'importanza tassando questa forma di ospitalità