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Albero di Natale, idea anti-polemiche di Stefano Piazza
«Un dono ai bambini malati di cancro per dirgli grazie»

Gabriele Ruggieri

Cronaca – Dopo il dibattito aperto sui social in merito al simbolo delle feste in piazza Castelnuovo il comico cerca di smorzare i toni e di riportare al centro della discussione i temi della solidarietà e della riflessione su ciò che è veramente importante, cercando allo stesso tempo di regalare un sorriso ai piccoli che hanno realizzato gli addobbi 

A qualcuno piace, a qualcun altro un po' meno. Alcuni hanno addirittura dato vita a vere e proprie campagne social pro e contro. Di certo l'albero di Natale allestito dal Comune in piazza Castelnuovo, quest'anno, non ha lasciato indifferenti. A tentare di gettare acqua sul fuoco ci pensa il comico Stefano Piazza. Uno che con la sua satira irriverente di certo non le ha mai mandate a dire all'amministrazione comunale, ma che in questo caso non ha voluto raccogliere l'opportunità di sferrare un attacco al sindaco e ai suoi sulla base del giudizio estetico dell'albero addobbato con i disegni dei bambini dell'ospedale Civico. «L'albero - spiega Piazza a MeridioNews - sicuramente a vista non è tra i più belli, ma ho valutato che avesse un valore simbolico che andasse al di là dell'estetica. Mi sono dunque permesso di scrivere un normalissimo post su Facebook, come tanti altri ne ho scritti, ma mai avrei potuto immaginare che avesse tanto risalto: like, commenti, condivisioni, delle reazioni che non avevo previsto». 

Da qui l'idea di fare qualcosa di concreto per i bambini, una sorta di ringraziamento per dare più valore all'albero, indipendentemente dal fatto che questo potesse piacere o meno. «Tutto nasce in modo assolutamente inaspettato - continua - Io come tutti noi collegati sui social avevo letto una serie di critiche sull'albero e mi faceva specie il fatto che nessuno avesse preso in considerazione che quell'albero fosse stato addobbato da bambini che, diciamocelo in maniera chiara e cruda, hanno il cancro. Ho scritto che l'albero sarà pure storto, ma che magari se riuscissimo a vedere con gli occhi dei bambini ci accorgeremmo che un po' storti lo siamo anche noi. Qualcuno si è sentito toccato in prima persona, ma io non volevo offendere nessuno, era soltanto il mio punto di vista». 

«Da qui sono nate altre polemiche, altre storie, per cui ho scritto "quanto sarebbe bello se riuscissimo a fermare le polemiche e fare qualcosa per i bambini?". Arriva allora un commento del papà di uno dei piccoli malati di cancro. Mi metto in contatto con lui, gli chiedo scusa a nome di chi distrattamente aveva fatto determinati commenti e gli dico che sarei disposto a incontrare i bambini e a regalargli qualche momento di sorriso. Mi ha risposto che quelle polemiche hanno fatto male a tutti». Purtroppo però una visita in ospedale non sarebbe stata cosa facile, ma l'artista non si è arreso, trovando supporto nel papà e in un'associazione di volontariato. «Abbiamo pensato, insieme a un'associazione che si occupa dei bambini all'interno del reparto di oncoematologia dell'ospedale Civico, l'Aslti, di portare  domenica 17 settembre i bambini  alle 10 del mattino sotto all'albero in piazza Castelnuovo, altri, se ci riusciamo, avranno un permesso speciale del primario per venire. Daremo loro un dono, ma soprattutto li ringrazieremo per averci dato questi addobbi, ma soprattutto l'opportunità di riflettere su qualcosa di veramente importante». 

L'invito, esteso a tutta la cittadinanza, a chiunque volesse, è quello di partecipare portando con sé un piccolo dono, un regalo, qualcosa per i bambini. «Questo è quello che vorrei comunicare a volte anche ad alcune persone che criticano e che spesso sono anche dei miei amici nella vita reale - conclude - non solo su Facebook: noi facciamo politica anche respirando su questa terra, ma io sono uno che non ha mai risparmiato critiche né a questa amministrazione, né alle precedenti, e sempre sarò così, devo dare soltanto voce alla mia coscienza. E in coscienza devo dire che di fronte ai bambini che hanno addobbato quest'albero, se proprio non piace il risultato, bisogna fare silenzio o fare qualcosa di positivo, ma non di certo aggredire. Quando c'è stato da dire qualcosa l'ho sempre detta, in questo caso mi sembra fuori luogo».