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Caccamo, condannati l'ex sindaco e il dirigente comunale
Corte dei Conti contesta illeciti amministrativi fino al 2013

Redazione

Cronaca – Dovranno risarcire il Comune del Palermitano per oltre 500 mila euro: così recita la sentenza di primo grado dei giudici contabili. Su segnalazioni del primo cittadino Andrea Galbo le indagini hanno riguardato numerosi mandati privi di documenti giustificativi e con causali generiche

Dovranno risarcire il Comune di Caccamo per diversi illeciti e irregolarità commesse nella gestione economica e finanziaria dell'ente: per l'ex sindaco e l'ex dirigente arriva la condanna della Corte dei Conti. I giudici della sezione giurisdizionale hanno inflitto una pena in primo grado per Giuseppe La Rocca e Desiderio Capitano, rispettivamente responsabile finanziario ed ex primo cittadino. L'indagine della procura contabile prende il via da diverse segnalazioni inviate dal sindaco Andrea Galbo tra il mese di settembre del 2012 e l'aprile del 2013. 

Contestati numerosi mandati privi di documenti giustificativi e con causali generiche. Mandati emessi in favore dello stesso Giuseppe La Rocca di 16 mila euro o verso la moglie del sindaco Desiderio Capitano, Maria Stella Bondì, per il rimborso di 32 mila euro del canone fognario e di depurazione o ancora contributi nei confronti di famiglie bisognose senza i documenti che giustificassero l'esborso delle somme per circa 43 mila euro. Sono state contestate inoltre al dirigente comunale i mandati alla Infoservice Point per circa 388 mila euro. 

I giudici della Corte hanno condannato La Rocca a risarcire 474 mila euro, mentre l'ex sindaco Capitano e lo stesso La Rocca a risarcire 160 mila euro in solido. Capitano è stato condannato infine a pagare al Comune 32 mila euro per il danno di immagine.