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Via Attinelli, 72 famiglie rischiano di restare senza casa
Il Sunia scrive al sindaco: «Fermare subito gli sgomberi»

Manlio Melluso

Cronaca – Alla base della mobilitazione del sindacato degli inquilini ci sono motivi di ordine sociale. Gli abitanti degli appartamenti, infatti, sono componenti di nuclei familiari che, in diversi casi, rientrano in fasce deboli della popolazione

«Non è pensabile che approssimandosi la stagione invernale, 72 nuclei familiari, con numerosi invalidi e minorenni, siano lasciati per strada, senza assistenza e senza i propri effetti personali». Zaher Darwish, segretario del Sunia Cgil, il sindacato degli inquilini della Camera del Lavoro, lancia l'allarme in difesa dei nuclei familiari che abitano in via Attinelli e che secondo il sindacato potrebbero presto dover lasciare la propria abitazione. Su di loro pende, infatti, la spada di Damocle delle ordinanze di sgombero.

Per evitare che ciò si concretizzi, il Sunia ha inviato una lettera al sindaco Leoluca Orlando e all'assessore al Patrimonio Antonio Gentile e a quello alla Cittadinanza sociale Giuseppe Mattina: «Il Sunia Palermo - sui legge in una nota - chiede all'amministrazione comunale di non attuare le ordinanza di sgombero notificate in questi giorni nei confronti dei nuclei familiari che abitano negli edifici di via Attinelli».

Alla base della mobilitazione del sindacato degli inquilini ci sono motivi di ordine sociale. Gli abitanti degli appartamenti, infatti, sono componenti di nuclei familiari che, in diversi casi, rientrano in fasce deboli della popolazione, come spiega Darwish: «In queste famiglie ci sono anziani non autosufficienti, invalidi, minorenni, disoccupati - dichiara il sindacalista - soggetti che hanno il diritto di essere tutelati e a i quali una città come Palermo deve garantire una casa a un canone sostenibile. Non è pensabile che, avvicinandosi la stagione invernale, 72 nuclei familiari con numerosi invalidi e minorenni siano lasciati per strada, senza assistenza e senza i propri effetti personali. Queste famiglie - conclude Darwish - non sono nelle condizioni economiche di accedere al libero mercato delle locazioni».