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La Consulta delle culture, Catania sollecita le elezioni
L'ex presidente: «Fatto tanto, ma servono più poteri»

Ancora nessuna convocazione alle urne per i componenti delle comunità straniere in città, nonostante i termini per le elezioni dell'organo di rappresentanza siano formalmente scaduti. II consigliere comunale: «Può essere risposta a chi vuole impedire la legge sullo ius soli». Darawsha: «Punto saldo dal quale non si torna indietro»

Manlio Melluso

Ancora nessuna data per l'elezione della Consulta delle culture, l'organo che rappresenta le comunità straniere presenti nella città di Palermo, nonostante la stessa restasse formalmente in carica fino alle scorse elezioni amministrative. Le consultazioni elettorali per il rinnovo dell'assemblea avrebbero dovuto essere indette prima della fine della scorsa consiliatura, ma così non è stato, e per questo il consigliere comunale di Sinistra Comune Giusto Catania, ex assessore alla partecipazione, lancia l'allarme: «Il sindaco Leoluca Orlando individui la data e convochi le elezioni per il rinnovo della Consulta delle culture - ha dichiarato Catania - è una decisione urgente, anche perché può rappresentare una risposta a chi continua a impedire l'approvazione di una nuova legge sulla cittadinanza basata sul principio dello ius soli. La Consulta delle culture è la quarta istituzione della città - dice ancora l'ex assessore -, lo spazio della partecipazione politica della comunità migranti che vivono a Palermo».

Catania mette in risalto il ruolo che la Consulta delle culture è riuscita ad assumere dalla sua nascita: «In questi anni - spiega il consigliere comunale - oltre al valore politico e sociale, la Consulta è stata il simbolo della città interculturale e un esempio virtuoso della convivenza e della condivisione in un momento in cui nel mondo prevalgono razzismo e xenofobia. La città di Palermo non può sprecare questo patrimonio immateriale -continua - la partecipazione politica delle comunità è fondamentale: per questa ragione è necessario avviare tutte le attività di coinvolgimento per giungere alla data del voto che, quattro anni fa, ha visto la partecipazione di oltre settemila cittadini palermitani di nazionalità non italiana»

Getta acqua sul fuoco Adam Darawsha, ex presidente della Consulta delle culture che si era dimesso in polemica con l'amministrazione comunale dalla carica, ma che oggi si dice fiducioso sul futuro dell'organo: «Non ho alcun dubbio sul fatto che l'amministrazione convocherà al più presto le elezioni della Consulta - dichiara a MeridioNews - è un punto saldo dal quale non si torna indietro. Fa bene certamente il consigliere Catania a ricordare questa scadenza». Anche Darawsha, come Catania, mette in risalto l'importante funzione chela Consulta ha rivestito dalla sua costituzione: «Ha garantito visibilità e partecipazione alle comunità straniere, ha istituzionalizzato il rapporto tra le comunità e la città. Ha permesso all'amministrazione di potere costruire ponti con queste comunità, ma non soltanto. Grazie alla Consulta - spiega Darwsha -, è stato avviato un processo di dialogo interreligioso tra le comunità. Oggi a Palermo è una realtà vedere assieme ebrei, indù, musulmani e cristiani». 

Un'istituzione che ha assunto un ruolo di facilitatore nell'acquisizione dei diritti di cittadinanza: «Sono stati affrontati anche problemi legati alla vita quotidiana - ricorda Darwsha - La Consulta lavora per la città, il nostro lavoro è stato quello di cercare di aprire Palermo agli immigrati e gli immigrati a Palermo. La consulta ha fatto da raccordo con le istituzioni anche per questioni delicate, come per la trattazione delle tematiche che riguardano i venditori ambulanti: gli immigrati hanno trovato un interlocutore». 

Tante luci e poche ombre, insomma. Tra queste ultime, il riconoscimento della Consulta da parte delle altre istituzioni, che non sempre si è verificato: «La cosa più importante è consolidare la Consulta nella sua tradizione - dice Darwsha - in modo che tutte le istituzioni comincino ad ascoltare la Consulta, che nelle sue modalità di partecipazione, non ha poteri effettivi, vincolanti. Il mio auspicio - conclude l'ex presidente dell'organo - è che il rapporto tra giunta, consiglio comunale e consulta sia un po' più stretto e concreto».

Aggiornamento:

La Giunta comunale ha deciso che le elezioni per il rinnovo della Consulta delle Culture si svolgeranno il 28 gennaio prossimo e la relativa delibera formale sarà adottata domani. «La concomitanza con le elezioni amministrative - afferma il Sindaco Leoluca Orlando - ha costretto ad un ritardo nella convocazione di questo importante momento della vita di Palermo. Siamo certi che anche questa volta, le tante comunità di Palermitani stranieri presenti nella nostra città, oltre 120 nazionalità e 100 lingue parlate, parteciperanno numerose ad eleggere i propri rappresentanti, portavoce di istanze ma soprattutto cittadini che rappresentano un esempio di integrazione, dialogo, arricchimento e incontro fra tante culture che è oggi un modello amministrativo e culturale per tutta l'Europa».

L'Assessore ai Servizi Demografici, Gaspare Nicotri sottolinea che «abbiamo scelto appositamente questa data poiché abbiamo voluto evitare che avvenissero durante le vacanze estive o quelle natalizie. Continua, inoltre, l'attività dell'Assessorato, volta al rilascio di nuove cittadinanze a persone nate all'estero, al ritmo di circa 15 ogni settimana. La Consulta, composta da 21 membri - si legge nel Regolamento per l’istituzione e il funzionamento della Consulta comunale delle culture, per la partecipazione politica dei cittadini stranieri ed apolidi - è l’organo rappresentativo di tutti coloro i quali hanno una nazionalità diversa da quella italiana o che hanno acquisito la cittadinanza italiana pur mantenendo la cittadinanza di un altro paese, che tramite la Consulta partecipano e concorrono alla vita dell’Amministrazione comunale con funzione consultiva e propositiva nell’interesse dell’intera popolazione».

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