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Coop, scongiurati gli esuberi anche a Palermo
Ai lavoratori incentivi all'esodo e ricollocazione

Antonio Mercurio

Formazione e lavoro – Il piano per tutelare i dipendenti è stato siglato nella notte. Nei punti vendita vendita chiusi (uno in via Volontari del sangue e l'altro a Casteldaccia) è previsto «il trasferimento in altri punti ma nell’ambito della stessa provincia». L'accordo dovrà comunque essere sottoposto al vaglio del personale

Scongiurati gli esuberi annunciati nei mesi scorsi da Coop Sicilia a Palermo e nell’Isola. Il piano per tutelare i lavoratori (una trentina nel capoluogo, 273 in totale in Sicilia) è stato siglato ieri notte e, tra le altre cose, introduce flessibilità nei turni, riorganizzazione degli orari di lavoro, incentivi all'esodo, e la possibilità di transitare in altri punti vendita. Quest’ultima possibilità riguarda anche i dipendenti palermitani visto che sembra ormai definitiva la chiusura o cessione di due punti vendita (uno in via Volontari del sangue e l'altro a Casteldaccia). L’ipotesi di accordo, infatti, prevede «la ricollocazione del personale in altri punti della rete, nell’ambito della stessa provincia, salvo diversa richiesta». L'accordo dovrà comunque essere sottoposto ai lavoratori che si dovranno esprimere durante le assemblee unitarie che si stanno già programmando. Soltanto dopo arriverà la ratifica in direzione regionale del lavoro.

L’intesa prevede anche un piano di incentivi all’esodo volontario per un massimo di 80 full time (55 a Catania, 12 a Palermo, 8 a Messina e 5 a Ragusa) con un importo limite di due milioni di euro lordi complessivi (25mila lordi per le adesioni ai licenziamenti effettuati entro il 31 dicembre 2018, e 18mila lordi entro il 30 settembre 2020). Per l'esubero rimanente è previsto l'accesso alla cassa integrazione straordinaria nelle more che si realizzino in Sicilia gli investimenti previsti nel piano industriale che riguardano anche sei nuove aperture sul territorio siciliano distribuite tra Palermo, Catania e Messina. 

Un salvataggio a fronte, tuttavia, di alcune rinunce per i dipendenti come la sospensione della pausa retribuita (la tregua per un massimo di 15 minuti al giorno sarà effettuata su richiesta solo nei giorni in cui sia previsto un turno non inferiore a 4 ore, e il tempo sarà recuperato nell’ambito della settimana lavorativa), un turno di 40 ore settimanale per i full time, il riconteggio delle ore dei part time in proporzione al full time con la sospensione dei permessi retribuiti maturandi, fatto salvo il mantenimento delle 32 ore di permessi all'anno.

Previsto inoltre l'utilizzo dello strumento della flessibilità oraria, che prevede un numero di ore lavorate che può variare ogni settimana, anche se sarà comunque regolamentata attraverso alcuni paletti che hanno l'obiettivo di scongiurare forme di abuso e un utilizzo discrezionale, fermo restando la volontarietà per il part time. Coop Sicilia ad esempio programmerà in anticipo, ogni due settimane, gli orari di lavoro e si impegna a una equa distribuzione prevedendo al massimo tre doppi turni settimanali. Elemento qualificante dell'accordo il mantenimento dell'ipermercato di Ragusa che invece era previsto tra quelli in chiusura e la garanzia di tutti i lavoratori dentro Coop Sicilia, compresi i lavoratori degli uffici di Catania che prossimamente chiuderanno così come quelli dei quattro negozi di Palermo e Catania 

Il segretario generale Uiltucs Sicilia, Marianna Flauto, e i componenti della segretaria regionale Uiltucs Sicilia, Giovanni Casa, Maria Ida Saja, Angelo Gulizia, Valentina Minnuto e le Rsa ed Rsu aziendali esprimono «soddisfazione per il risultato raggiunto a tutela di tutti i posti di lavoro in una realtà come quella siciliana tanto martoriata dalla piaga della disoccupazione, ma soprattutto perché soltanto grazie alla sottoscrizione dell'accordo si potrà dare il via al piano industriale che traghetterà tutti i lavoratori a partire dal primo gennaio 2018 in Coop Allenza 3.0, (società che attualmente detiene la proprietà di Coop Sicilia) una delle più grandi cooperative nazionali nel settore della distribuzione che, a partire dal primo gennaio, incorporerà attraverso una procedura di fusione Coop Sicilia con il passaggio di tutti i lavoratori siciliani».