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Foto di: Foto Facebook

La candidatura di Micari preoccupa gli studenti
Udu: «Rischia di non rispettare gli impegni presi»

Stefania Brusca

Politica – La discesa in campo del rettore nella corsa per Palazzo d'Orleans divide il centrosinistra e alimenta il dibattito studentesco che si interroga sulla stabilità istituzionale dell'Ateneo. L'Unione degli universitari chiede che non diventi «strumento di quei partiti che non sono stati in grado di rappresentare il mondo della formazione»

La candidatura del rettore dell'università di Palermo Fabrizio Micari alla presidenza della Regione siciliana, oltre a dividere il centrosinistra, preoccupa gli studenti. Le opinioni fino a questo momento si dividono tra chi invoca le sue dimissioni senza se e senza ma, come Azione Universitaria (Au), e chi invece, pur intravedendo il rischio che l'università si trasformi nel suo comitato elettorale vede l'ombra della paralisi istituzionale in un eventuale suo passo indietro, come l'Unione degli universitari (Udu). 

«Il Rettore Micari due anni fa ha preso l'impegno di dare un nuovo impulso all'Università degli Studi di Palermo con l'intera comunità accademica - dice a Meridionews Fabrizio Lo Verso, coordinatore Udu Palermo -  oggi, con questa sua scelta, il rettore rischia di non rispettare quel mandato e di far diventare l'Università una potenziale sacca di consenso per certe espressioni della politica regionale».

L'associazione studentesca riconosce di essere stata favorevole alla sua elezione a rettore quando «sulla scia del suo buon lavoro svolto alla ex Facoltà di Ingegneria e alla Scuola Politecnica, anche i rappresentanti della nostra organizzazione hanno contribuito a conferirgli un mandato ben preciso, dandogli piena fiducia». Adesso però chiedono che  «la sua candidatura - così come quella di altri due esponenti della comunità accademica come i professori Roberto Lagalla e Gaetano Armao  - deve essere incentrata unicamente sui temi relativi ai giovani, al diritto allo studio e al lavoro, senza diventare strumento di quei partiti politici che finora non sono stati in grado di rappresentare l'intero mondo della formazione». Come sindacato studentesco, però non vogliono che l'Ateneo resti senza guida: «Non possiamo non pensare al futuro della nostra Università e da questo punto di vista le dimissioni del Rettore ci sembrerebbero ancor più irresponsabili e rischiose, in quanto anche la sua totale assenza temporanea potrebbe compromettere molto di più la stabilità istituzionale del nostro Ateneo».

Una posizione diversa da quella di Azione Universitaria che ieri aveva bocciato la candidatura del rettore di Palermo. I timori di Au, riportati da Marco Tronci, riguardano anche i possibili effetti della candidatura di Micar«sull'inaugurazione dell'anno accademico, e a fronte dei numerosi problemi che affliggono l'ateneo, il nostro pensiero va ai numerosi studenti che ogni giorno devono far fronte ai disservizi che rendono unico, in Italia, il nostro ateneo. La sua candidatura e la sua intenzione di restare seduto sulla poltrona di rettore dimostrano il suo totale disinteresse nei confronti degli studenti».