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Tony Sala lancia raccolta fondi per la scuola Montalcini
«Donerò anche i primi gettoni di presenza in Consiglio»

Il consigliere, coordinatore del Movimento I Resilienti a Palermo, non è rimasto indifferente ai furti e ai danneggiamenti accaduti a fine luglio nell’istituto scolastico di Borgo Nuovo, attivandosi in prima persona per lanciare una campagna di solidarietà. «Vogliamo restituire entro settembre qualcosa a questi ragazzi»

Silvia Buffa

«La scuola, in quanto presidio di cultura e legalità, è un tema che mi è sempre stato molto a cuore, per questo è stato facile pensare all’idea di una campagna di raccolta fondi per restituire nell’immediatezza tutto quello che potremo, senza aspettare finanziamenti». Parla così il consigliere comunale Tony Sala, che ieri attraverso la propria pagina Facebook ha dedicato un post ai furti avvenuti due settimane fa nell’istituto comprensivo Rita Levi Montalcini a Borgo Nuovo, che ha subito un vero e proprio attacco. La banda di ladri ha depredato la scuola di ogni materiale didattico e multimediale: in un primo raid erano stati portati via cinque videoproiettori, mentre durante la seconda intrusione sono stati sottratti 18 computer dall’aula di informatica degli alunni, insieme a tutti quelli presenti negli uffici della segreteria. Un bottino che sfiora i trentamila euro. Non si limitano al furto, però. Chi è entrato all’interno della scuola non si è accontentato solo di portare via attrezzature indispensabili, ma si è spinto oltre danneggiando la struttura.

Sala, coordinatore del Movimento I Resilienti, ha deciso di rimboccarsi le maniche e di attivarsi subito, affinché a settembre al rientro a scuola i ragazzi non si sentano abbandonati. «Se da bambino ricevi delle carezze, allora sarai un adulto predisposto a dare ascolto e carezze a tua volta. Ma se ricevi violenza, sarà quella che probabilmente restituirai. Diamo quindi carezze, in tutti i modi possibili e dimostriamo a questi bambini che non c’è solo chi oltraggia il loro istituto, ma esiste anche chi li vuole bene». Resilienza, spiega Sala, è una proprietà dei metalli che lui e il suo gruppo cercano di far propria e di restituire in chiave sociale e psicologica: «Alla base di questo movimento c’è la convinzione che bisogna reagire, immagazzinando le energie negative per restituirle in modo positivo». Concetto sulla base del quale il gruppo dei resilienti coordinato da Sala si è già occupato in passato di scuola a Palermo: «Ci siamo dedicati spesso alla tutela dei bambini: abbiamo donato un defibrillatore alla scuola Sperone-Pertini a Brancaccio e all’itc Vittorio Emanuele III di via Paruta - racconta - Dobbiamo governare i bambini, sono loro il nostro futuro».

Per la raccolta fondi ci si può rivolgere direttamente a Sala, contattando lui o il gruppo dei resilienti su Facebook, collegato a sua volta all’associazione Barattiamo le idee: «se avremo un riscontro positivo, attiveremo un’apposita postepay per i bonifici». Sarà possibile donare soldi ma anche oggetti e materiale in disuso che alla scuola potrebbero tornare utili. Aderisce all’iniziativa anche il negozio Paperline, che donerà alla scuola di Borgo Nuovo una fornitura di carta. «Ci siamo rimboccati le maniche - continua Sala - Io ho intenzione di devolvere alla scuola i miei primi due gettoni di presenza in Consiglio comunale, voglio iniziare la mia attività in questa maniera». La notizia del ripetuto raid vandalico contro l’istituto Montalcini aveva già nei giorni scorsi scosso e indignato moltissimo. Tra i primi a pronunciarsi sono stati i docenti di Ancodis, l’associazione nazionale collaboratori dirigenti scolastici, che avevano inoltrato una nota all’amministrazione scolastica dell’istituto Montalcini in segno di solidarietà.

«Questi attacchi perpetrati da delinquenti privi di ogni attenzione ai propri figli, che magari frequentano quella stessa istituzione scolastica, purtroppo si ripetono nel tempo e mettono ancora più in ginocchio la nostra martoriata scuola italiana e, in particolare, quella palermitana. Nella nostra associazione siamo in molti, anzi in moltissimi a poter raccontare di un’aggressione subita nella propria scuola - fanno sapere i membri di Ancodis - Non possiamo non urlare da tutta Italia la nostra indignazione: togliere un solo euro, un computer, uno strumento a una scuola significa negare una prospettiva di crescita umana e culturale alle nostre giovani generazioni, soprattutto nei territori più sfortunati». Ragioni per le quali maturano l’idea di istituire nel calendario scolastico nazionale una Giornata a difesa della scuola, contro ogni attacco violento che alcuni istituti subiscono addirittura quotidianamente. Una giornata, quindi, «per riflettere sull’importanza della difesa della scuola e per svolgere un’iniziativa pubblica con tutti i rappresentanti istituzionali in una struttura scolastica vittima di aggressione».

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