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Foto di: Terradamare

Da cooperativa turistica a comunità, la storia di Terradamare
«Narrata una Palermo soggettiva ma dal fascino oggettivo»

Andrea Turco

Cultura e spettacoli – Cinque anni fa Marco, Eleonora, Rosalia e Francesco fondavano una realtà che promuove sistemi di rete a supporto del turismo. Rianimando luoghi e beni che sembravano dimenticati. «Abbiamo invitato cittadini e turisti allo spettacolo dell'opulenza di una città spettacolare»

«Cinque anni fa siamo nati come una cooperativa turistica, oggi siamo di fatto una comunità turistica». Marco Sorrentino, Eleonora Lo Iacono, Rosalia Ceruso e Francesco Carollo sono i fondatori di Terradamare: un gruppo di esperti nel settore artistico, turistico e del web che opera nel territorio di Palermo, la città alla quale dicono «grazie» e per la quale promuovono dal 2012 sistemi di rete a supporto del turismo, per quella che è una vera e propria rete culturale, sociale e religiosa all’interno del capoluogo siciliano. Pensando al territorio quale laboratorio sociale, vengono studiati pacchetti personalizzati in base all’utenza con proposta di itinerari assistiti, proponendo anche realtà escluse, di solito, dai soliti circuiti turistici e culturali. I luoghi di interesse turistico, culturale e religioso gestiti dalla cooperativa diventano meta di turismo creativo: esperienze relazionali, di interazione concreta con la città e le sue tradizioni.

«Dai proprietari e affidatari, custodi dei beni monumentali - spiegano - agli artisti che li hanno animati fino ad arrivare a noi, che li abbiamo narrati e invitato cittadini e turisti allo spettacolo dell’opulenza di una città spettacolare. Una Palermo personale, simbolo della nostra visione soggettiva di luoghi nascosti e luoghi famosi, di un fascino oggettivo». E sono davvero tante le iniziative che in questi anni la cooperativa ha messo su, con la collaborazione soprattutto del quartiere di Ballarò e delle persone che lo abitano.

Si va dal recupero del barocco della chiesa del Complesso Monumentale di Santa Chiara alle memorie puniche del suo stesso teatro, dai tour all'interno della medioevale torre di San Nicolò e la sua vista straordinaria sull'odierno centro storico alla scoperta dele maioliche della cupola della chiesa del Carmine Maggiore e le migliaia di maioliche collezionate da Pio Mellina a Stanze al Genio, esposizione raddoppiata con il crowdfunding di Wearegenio. E ancora gli itinerari del Genio e ‘Palermo di Carta, la mappa letteraria di Palermo dal libro edito da Il Palindromo; il rifugio antiaereo nell’originale racconto storico di Wil Rothier e Samuel Romeo; i saloni sfarzosi di Palazzo Alliata a piazza Bologni e la fontana Pretoria davanti a Palazzo Bonocore, fino ad arrivare a San Cataldo a piazza Bellini, vista dalle finestre di Palazzo delle Aquile. 

Senza considerare gli spettacoli, spesso all'aperto: le acrobazie del Ballarò Buskers, i balli gattopardeschi nei salotti e le tarantelle a Ballarò, le letture in memoria di Giuseppina Turrisi Colonna, i tour cuntati nelle Visite Animate con Salvo Piparo e Costanza Licata, la rievocazione di donna Agata Valguarnera di Francesca Picciurro, la street art di Ballarò Tale, i palazzi di via Maqueda Città in festa, le parate di talenti al mercato storico con SOS Ballarò, il Cassaro d’Amare e il Cassaro Alto.