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Busto Falcone, ministra dell'istruzione Fedeli   
«Vicini alle scuole in prima linea: pronti i fondi»

Antonio Mercurio

Cronaca – Queste le parole della titolare dell'Istruzione a Palermo per le celebrazioni in occasione dei 25 anni della strage di mafia, riferendosi ai danneggiamenti nei giorni alla scuola Falcone dello Zen, nel giorno in cui è anche in programma la sua visita all'istituto in prima linea e da tempo bersaglio di atti vandalici

«Alla preside dico che siamo ancora vicino a lei, che continueremo ad andare avanti, a darle sostegno, cosa che abbiamo già fatto, indipendentemente da quello che purtroppo è avvenuto come atto vigliacco nei confronti della statua di Giovanni Falcone». Queste le parole della ministra all'Istruzione Valeria Fedeli a Palermo, per le celebrazioni in occasione dei 25 anni della strage di mafia, riferendosi ai danneggiamenti nei giorni alla scuola Falcone dello Zen, nel giorno in cui è anche in programma la sua visita all'istituto in prima linea e da tempo bersaglio di atti vandalici.  Fedeli e il sindaco Leoluca Orlando che hanno incontrato i dirigenti scolastici delle scuole del quartiere, i genitori degli alunni e diversi insegnanti.

 

«È un atto vigliacco di persone che hanno paura - ha proseguito - perché vedono che l'educazione e l'istruzione aumenta il numero di persone che scelgono di vivere nella legalità, nel rispetto di tutte le diversità e di aver cura anche del proprio territorio e della propria scuola. E questi hanno paura perché più avanza la legalità più indietreggia il malaffare, la sopraffazione, la violenza e quindi la mafia». Poi ha aggiunto: «Tenete conto che molte scuole di Palermo e della Sicilia hanno fatto domanda per tutti i finanziamenti del bando Le scuole al Centro: siccome l'abbiamo appena deliberato, sono già disponibili i fondi da cinque giorni. Un modo per dire che noi ci siamo, anche per ulteriori questioni che possono essere necessarie per quella scuola: loro fanno un lavoro molto importante e quindi vanno sostenuti. Essere qui -ha concluso- significa anche questo, non è una passeggiata». 

Accanto alla ministra anche il sindaco di Palermo Leoluca Orlando: «25 anni in fa i palermitani avevano paura e vergogna perché c'era la mafia e perché la mafia assumeva troppe volte il volto dello Stato, il volto delle Istituzioni. Oggi dopo 25 anni sono gli incivili che danneggiano le immagini dei martiri della giustizia ad avere vergogna e paura per il netto cambio culturale che ha assunto questa città. Palermo è profondamente cambiata, resta ancora però la ricerca di verità e giustizia. È certamente una vergogna che falsi pentiti, silenzi imbarazzanti e depistaggi abbiano, nei vari processi che riguardano la strage di via D’Amelio, impedito che si facesse verità e giustizia, finendo con il far passare una sorta di convinzione, che esiste una specie di sostenibilità giudiziaria che consente di colpire entro un certo livello. La sostenibilità giudiziaria, che di fatto si è realizzata in questi anni con i vari depistaggi e processi bis, ter con riferimento alla strage di via D’Amelio, rappresenta una sorta trattativa stato mafia strisciante che di certo offende i martiri della giustizia e offende il popolo palermitano, che ha dimostrato e dimostra ogni giorno che Palermo è cambiata e indietro non si torna».

«Una nuova statua in bronzo del giudice Giovanni Falcone sarà collocata davanti alla scuola del quartiere Zen in sostituzione di quella distrutta nei giorni scorsi», ha  annunciato il sindaco. «Una nuova statua in bronzo sarà realizzata a cura del Comune di Palermo e della Fondazione Falcone - ha concluso - Abbiamo dato incarico all'Accademia di Belle Arti e ai tre licei artistici della città, presto sarà aperto il bando».

Una fotografia del giudice Giovanni Falcone ha sostituito la sua statua decapitata e vandalizzata nei giorni scorsi, davanti all'istituto comprensivo a lui intitolato nel quartiere dello Zen. La statua è stata adottata dall'Associazione nazionale dei funzionari della polizia di Stato, che si occuperà del restauro e sarà presto ricollocata nello stesso posto. Intanto una foto del magistrato presidia il luogo degli atti vandalici, per testimoniare il non abbandono da parte dello Stato delle periferie della città e il proseguire della lotta alla mafia.