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Ersu, sindacati attaccano Università, Miur e Regione
Firenze: «Apprezziamo. Avviato dialogo con gli enti»

Manlio Melluso

Formazione e lavoro – Le organizzazioni dei lavoratori fortemente critiche con il ridimensionamento e ritardato versamento delle risorse finanziarie per l'erogazione delle borse di studio. Il presidente dell'ente rassicura sull'impegno delle istituzioni

Cobas-Codir e Sadirs, sindacati indipendenti dei lavoratori regionali, sul piede di guerra contro Università, Miurm e Regione a causa del «ridimensionamento e ritardato versamento delle risorse finanziarie per il funzionamento degli Ersu», con il presidente dell'ente Alberto Firenze che, pur esprimendo apprezzamento per la presa di posizione, smorza i toni e comunica di aver avviato un dialogo con gli enti per risolvere i nodi della questione. 

A innescare la polemica erano state le organizzazioni dei lavoratori, che avevano inviato alla stampa una nota di fuoco: «Sembra una gara per boicottare gli studenti universitari dell’Ateneo palermitano - si leggeva - quella portata avanti da Università di Palermo, Miur e Regione siciliana. Ci riferiamo al continuo ridimensionamento e ritardato versamento delle risorse finanziarie per il funzionamento degli Ersu e per il pagamento delle borse di studio universitarie. Un atteggiamento che ostacola fortemente ogni sforzo operativo e l’attività posta in essere dai lavoratori regionali e dalla dirigenza dell’ente - continuava la nota - e che si riverbera negativamente, giornalmente, sulla pelle degli studenti universitari che subiscono, perciò, ritardi nelle erogazioni e nella qualità dei servizi». L’Ersu, infatti, riceve le risorse finanziarie per potere funzionare proprio da Università di Palermo, Miur e Regione siciliana «che versano le risorse con ingiustificabile ritardo quando non sottoposte a continui tagli», si legge.

A questo punto è stato il presidente dell'Ersu Alberto Firenze che ha risposto all'iniziativa dei Cobas-Codir e Sadirs: «Apprendiamo della presa di posizione di oggi dei sindacati autonomi dei lavoratori regionali per tutelare il lavoro del personale dell'Ersu e la qualità dei benefici e dei servizi erogati agli studenti universitari dell'Ateneo palermitano - si legge nella nota - è sicuramente apprezzabile l'interesse dei sindacati, ma come presidente dell'Ersu voglio fare alcuni distinguo utili al chiarimento dell'intera vicenda. Innanzitutto esprimo il mio personale ottimismo e di tutto il personale dell'ente che rappresento per il futuro - continua la nota -, vista la volontà che abbiamo come Ente di migliorare la qualità e la quantità dei servizi erogati grazie alle interlocuzioni che abbiamo avviato in questi mesi proprio con Unipa, Miur e Regione per risolvere le criticità denunciate dai sindacati».

Firenze entra nei particolari della questione: «Attraverso l'Andisu - l'associazione nazionale degli organismi per il diritto allo studio - abbiamo avviato diversi percorsi di confronto con il Miur per chiedere un'inversione di rotta sul tema delle risorse da destinare alle borse di studio. Con la Regione, direttamente con l'Assessore Bruno Marziano, per le spese di funzionamento delle residenze universitarie e delle mense universitarie. Discorso a parte - continua - merita il rapporto con l'Ateneo di Palermo e con il rettore Fabrizio Micari a cui ci lega una fervida collaborazione e che auspico possa sempre più aumentare nei mesi a venire al fine di rafforzare ogni utile sinergia con l'Ersu. Pertanto - prosegue Firenze - siamo sicuri che l'Università di Palermo, come dimostrato sin dall'insediamento di questo Rettore, mai avvenuto negli anni passati, continuerà ad implementare nei confronti dell'Ersu, nei tempi e nelle modalità previste per il raggiungimento della premialità ministeriale, la tassa sul diritto allo studio finalizzata al pagamento delle borse di studio. Infine un auspicio: «Siamo certi che - scrive Firenze - in relazione alla mancata autorizzazione dell'apertura di un punto ristorazione presso lo Steri in seguito a un parere degli Uffici di Unipa, congiuntamente riusciremo a trovare soluzioni operative alternative altrettanto efficaci - conclude - e in linea con l'esigenza di offrire agli studenti servizi qualitativamente e quantitativamente coerenti con le esigenze.