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SModa, sfilata tra performance e denuncia sociale
Sul palco gli abiti riciclati di 15 stilisti emergenti

Antonio Mercurio

Cultura e spettacoli – Va in scena stasera, sulla scalinata delle poste centrali, la kermesse che vuole proporre un modello non convenzionale di moda. Sotto la direzione artistica di Skip, gli stilisti si sfideranno con abiti interamente creati partendo da materiali di recupero e temi ispirati alla quotidianità: dalla guerra in Siria alla violenza sulle donne

Abiti realizzati interamente con materiali di riciclo per una sfilata a metà tra la moda e la performance teatrale, ispirati a temi sociali che abbracciano la vita quotidiana: dalla violenza sulle donne alla guerra in Siria, dall’immigrazione ai temi di natura ambientale e sociale. Si tratta di SModa, l’evento previsto stasera, a partire dalle 20.30, sulla scalinata delle Poste Centrali di Palermo, in via Roma. Realizzata per il quarto anno dall'associazione culturale Punta Comune, sotto la direzione artistica di Skip Valguarnera, nell’intento degli organizzatori la kermesse vuole rendere protagonisti della Sicilia i siciliani e lo fa attraverso l'arte, la musica e lo spettacolo. 

«L’idea nasce da un gruppo di ragazzi nel 2007 - racconta Skip - in un primo momento l’abbiamo chiamata ‘Antimoda’ e poi, nel 2012, l’abbiamo ribattezzata SModa, per sottolinearne la natura non convenzionale. Sia perché il tema che lega tutti gli abiti è quello del riciclo - sono stati utilizzati materiali come l’alluminio, pneumatici, sacchetti di plastica, pvc e bambole - sia perché gli stilisti hanno creato quattro abiti scegliendo un tema sociale». Sul ‘palco’, infatti, si sfideranno 15 stilisti siciliani che racconteranno la nostra regione attraverso le loro creazioni: un'Isola che «lotta per il rispetto dell'ambiente, contro le trivellazioni e per proteggere la sua natura selvaggia». I temi che i giovani stilisti emergenti hanno scelto per i loro abiti, raccontano la vita quotidiana e le cronache dei giornali, dalla dipendenza dei social network, alla violenza sulle donne, dall'immigrazione, passando dai temi di natura ambientale e sociale e persino l'eutanasia. A sfilare sulla scalinata saranno 80 modelle non professioniste, scelte perché ognuna di esse possa rappresentare al meglio le creazioni che indosseranno. 

«Anche in questo caso - aggiunge Skip - le modelle sono state selezionate al di fuori dei classici canoni imposti dalla moda. Vorrei, però, che fosse chiaro che noi non siamo contro la moda, ma ne vogliamo proporre una formula diversa che guardi alla sostenibilità dell’ambiente e che rechi un messaggio di denuncia». Durante l’iniziativa sono previsti diversi momenti dedicati all’arte e alla musica: ad esibirsi con loro il corpo di ballo saranno gli Shamless che faranno da cornice con le loro coreografie alla passerella e a Jonny Marsiglia e Big Joh che presenterà il primo brano del nuovo album. Una delle curiosità della serata saranno Les Barbies, le celebri bambole americane che sfileranno anche loro con vestiti creati per l’occasione, l’istallazione di Gino Giannettie a dare il benvenuto al pubblico il Re Cattivo e la Principessa Buona.

«SModa non è una sfilata di moda in senso classico, ma va vista più come una sorta di performance artistica – spiega Elisa Di Giovanni, una delle organizzatrici - Durante la serata si alterneranno le esibizioni di ballerini, skaters e bikers sui gradini delle poste. Ma la stessa sfilata sarà accompagnata da performance. Nel caso della violenza sulle donne, ad esempio, le modelle durante la passerella saranno disturbate da un elemento maschile, mettendo in scena il tema del maltrattamento». Ecco i nomi degli stilisti e dei temi scelti per la sfilata: Maria Grazia Troia (sbellezza), Dawda (violenza contro le donne), Rosa Maria Antona (contaminazione ambientale), Chiara Graziano (dipendenza da social network), Gemma Lo Bianco (disastri ambientali in mare), Alessandra Mangiapane (bombardamenti in Siria), Katia Calandrino (la rivolta del mondo animale), Dario Spitalieri (sovrastrutture), Oria Alessandra Bollino (flusso di coscienza), Marta Plumari (eutanasia), Margherita Chiaramonte (favola dark), Fabrizio Lisciandrello & Elena Gambino (sbarbie), Fulca Di Lattuga (amaresiamo), Francesca Mandalà (macchina da guerra), e Pietro Lipari (libertà dei sensi).