Foto di: Stefania Brusca Andrea Turco

Wind Tre, in corso trattative per cessione
Rosso: «Servono garanzie occupazionali»

Antonio Mercurio

Formazione e lavoro – Si sta svolgendo in queste ore nella sede romana di Confindustria, il vertice per il passaggio a Comdata per i 290 operatori palermitani. Slc Cgil: «Qualunque bozza di accordo sarà sottoposta al voto in assemblea»

Una corsa contro il tempo per chiudere entro domani l'accordo che riguarda il futuro di 290 lavoratori palermitani di Wind-Tre. Si sta svolgendo in queste ore, infatti, nella sede romana di Confindustria, il vertice per la cessione a Comdata del servizio 133 dei circa 900 operatori dei call center del capoluogo siciliano, Cagliari, Roma e Genova che gestiscono il servizio customer care Wind Tre ex H3g. Al tavolo siedono le due aziende e le segreterie nazionali e, fonti sindacali presenti, fanno sapere che dal management ci sarebbe disponibilità a trovare un'intesa con le organizzazioni dei lavoratori anche se sottolineano, qualunque bozza di accordo, sarà sottoposta al voto in assemblea

«L'azienda si sta dimostrando disponibile - rivela Maurizio Rosso Slc Cgil Sicilia -, ma la trattativa sarà lunga, proseguirà stanotte e anche domani. Sia chiaro: qualunque esito passerà al vaglio dei lavoratori». Per i sindacati, che ribadiscono l'applicazione delle clausole sociali, servono comunque «garanzie occupazionali». «Abbiamo chiesto - sottolinea Renato Di Fede della Slc Cgil - il mantenimento anche delle voci del contratto dedicate al welfare. Verosimilmente le trattative proseguiranno anche stasera e domani». 

A entrare nel dettaglio è ancora Rosso: «Per noi i pilastri fondamentali sono quattro: innanzitutto il mantenimento della garanzia degli anni del passaggio e, anche dopo, quella dell'applicazione della clausola sociale per gli operatori. E ancora, che siano mantenuti i livelli di inquadramento, che ci siano garanzie sul premio di risultato e il contratto di secondo livello». Senza dimenticare, infine, il mantenimento della sede palermitana, spettro che incombe sui lavoratori. «Tutto questo perché non si crei precariato - conclude Rosso -, ma si vada nella direzione del consolidamento del lavoro».