Amministrative, saltano i candidati Messina e Lo Bue
L'avvocato: «Problemi con le firme, già pronto ricorso»

Gabriele Ruggieri

Politica – L'esperienza elettorale del candidato misterioso dura appena tre giorni «Me ne tiro fuori, mi devo sposare». Non si arrende invece il legale, che rivendica la legittimità delle sue 1800 firme raccolte e intende portare la questione all'attenzione del presidente della Repubblica. «Se non ci faranno candidare alle amministrative allora correremo per le Regionali»

I candidati alla poltrona di sindaco di Palermo scendono - almeno al momento - a sei. A causa di alcuni problemi con la documentazione, infatti, saltano le candidature di Marco Lo Bue e Francesco Messina. È durata appena tre giorni l'esperienza elettorale di quello che si è presentato come il vero e proprio candidato misterioso. Lo Bue era arrivato a consegnare gli incartamenti richiesti a Palazzo Jung nello stupore generale, senza nessuna campagna precedente. «Mi sono dimesso, ho scelto di fare un passo indietro. Ho capito di non riuscire a gestire questo impegno per motivi personali - Spiega Lo Bue - Ho capito che non riesco a farcela. Mi devo sposare e mi ero presentato anche per non deludere gli altri candidati».

Un problema con le firme, invece ha tenuto fermo ai box l'avvocato Messina, che però ha già annunciato ricorso. «I tempi sono strettissimi - dice a MeridioNews Francesco Messina - ma noi abbiamo già preparato tutto in un paio d'ore. Ci contestano la validità delle firme, perché non sarebbero, secondo i funzionari, state validate da una figura prevista dalla legge. Noi questo lo contestiamo, le firme sono state infatti controllate da quattro professionisti, tra cui un notaio». L'avvocato tuttavia non crede nella malafede degli addetti al controllo, ma se la prende col sistema. «Non penso che abbiano subito condizionamenti, ci mancherebbe - aggiunge - A Palermo però tira una brutta aria. Non è un caso infatti che sia Tony Troja che Tanino Cammarata abbiano dovuto dare forfait per problemi legati al sistema delle firme. Anche io avevo un consigliere comunale uscente in lista, che però si è dileguato prima della composizione finale. E persino per potere montare un gazebo in piazza Castelnuovo ci hanno fatto mille richieste: dalla planimetria della struttura a quella della piazza all'autorizzazione della soprintendenza».

Messina però non si abbatte e annuncia che, comunque andranno le cose, non si tirerà indietro. «Abbiamo raccolto 1800 firme, siamo una vera e propria forza politica. Non stacchiamo la spina. Se non sarà possibile correre per le Comunali allora ci proveremo per le Regionali. Ma la vicenda non finisce qui: ho intenzione di sollevare la questione dell'autenticazione delle firme a Palermo e portarla all'attenzione del presidente della Repubblica e dei presidenti delle due Camere. e se non dovesse bastare andiamo anche a Strasburgo».