Montevergini, sabato di solidarietà al popolo curdo
Alle ore 18 presentazione di Fuochi bombe prigioni

Redazione

Cultura e spettacoli – Una giornata per sensibilizzare sulle vicende che accadono attorno alla Turchia, con un libro e una mostra fotografica al teatro del centro storico. A seguire la chitarra strumentale di Stefano Meli

Sarà una giornata intensa e piena di iniziative quella al teatro Montevergini, in pieno centro storico. L'ex spazio occupato, destinatario di una delibera sull'uso civico degli spazi comunali, conferma l'impegno politico del gruppo informale di cittadini che da ottobre dello scorso anno hanno liberato gli spazi fino a quel momento sottoutilizzati. Si parte con la seconda tappa della Campagna Sport Popolare In Spazio Pubblico 2017 - Mediterraneo Antirazzista, che si svolgerà a Ballarò a partire delle ore 9: prima col torneo di calcio, denominato contro ogni sfruttamento, poi con l'esibizione di Naçao Capoeira del Mestre Bira dos Santos con Formado Macaco 7 e Formado Gigante, e infine il pranzo sociale alle ore 13.

Si rientrerà poi al Montevergini, per una giornata di solidarietà col popolo curdo e contro il G7 di Taormina. Alle ore 18 Claudio Tamagnini, coltivatore biologico e attivista No Muos, presenterà il suo libro Fuochi bombe prigioni - la Turchia di Erdogan. Tamaglini, che ha vissuto sei mesi nella Palestina occupata e si è imbarcato sulla Freedom Flotilla III, nel suo volume racconta in prima persona in terra curda, l’incombente minaccia di Daesh/Isis, il PKK e Öcalan. Insieme all'incontro sarà possibile ammirare il reportage fotografico di Grazia Bucca, intitolato Bakur - immagini di un popolo resistente: Bakur come la regione del Kurdistan del Nord, dove il governo turco da anni combatte contro la minoranza cura che lì vive. 

Dalle ore 21 in poi spazio poi alla chitarra di Stefano Meli, che recentemente ha dato alle stampe No human dream: un disco strumentale e zeppo di blues, suonato con una vecchia chitarra Silvertone Kay del 1959 e una vecchia chitarra Harmony Stella del 1960 e in parte da Carlo Natoli al Phantasma Studio Recording. Nell'album non c'è spazio per il computer, solo per un mixer e un piccolo registratore digitale. L'ingresso è libero, con contributo volontario.