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Processo Tutino, il legale chiede di cambiare i pm
«Ci siamo rivolti a Caltanissetta per fare chiarezza»

Silvia Buffa

Cronaca – L’ex primario di Villa Sofia cambia strategia: non più dichiarazioni spontanee di fronte alla Corte, ma davanti ai microfoni della stampa per affrontare apertamente i punti più ambigui dell’inchiesta. Punti sui quali l’avvocato Taormina ha chiesto l’intervento del procuratore capo Lo Voi e dei magistrati nisseni. Guarda il video integrale

«Ci sono vari dubbi sulla faccenda che mi coinvolge, l’opinione pubblica deve essere messa al corrente rispetto ai fatti che mi vedono imputato dal 2013 per aver fatto degli interventi secondo la pubblica accusa di chirurgia estetica, con questa imputazione mi si accusa anche di avere falsificato le cartelle cliniche per ricevere i rimborsi dall’Assessorato regionale alla Sanità». Inizia così il discorso di Matteo Tutino di stamattina, ma questa volta l’ex primario di Villa Sofia ha deciso di parlare direttamente attraverso i microfoni della stampa. Finito quindi, almeno per ora, il tempo delle dichiarazioni spontanee rese sul banco dei testimoni della terza sezione penale del Tribunale di Palermo, dove continuano a sfilare i testi dell’accusa. «Dubbi - riprende - che lasciano interrogativi».

Secondo il medico, il primissimo punto su cui far luce è quello relativo proprio alle cartelle cliniche, su cui si basa buona parte dell’impianto accusatorio: «Nel periodo in questione, da febbraio ad aprile 2013, epoca degli interventi, io non ero primario ma un semplice assistente ospedaliero, non avevo responsabilità delle cartelle, che erano state eseguite da un collega che stimo, il dottor Giuseppe Cuccia, che però non risulta indagato per nessuna delle ipotesi di reato, quando normalmente è tutta l’equipe che viene coinvolta se qualcosa non va - spiega - Il dottore Cuccia è marito di un pubblico ministero del tribunale di Palermo, Claudia Ferrari». L’unico a risponderne, infatti, è proprio Tutino, che però si dichiara totalmente estraneo a questi documenti.

«Sono stato ritenuto il responsabile di cartelle cliniche che non mi appartengono, ma per le quali sono stato tenuto sei mesi ai domiciliari. Sono cartelle dove la diagnosi di ogni paziente e l’ospedalizzazione sono state eseguite dal collega - prosegue - Io non posso pagare per quello che non ho fatto, ho svolto solamente il mio lavoro in equipe». Questa contestazione però non salta fuori adesso: «Sono state presentate subito alla Corte cartelle e firme, ma non è importato a nessuno. Ho denunciato questi fatti anche al pm Luca Battinieri già dall'udienza del tribunale del Riesame. Penso che qualsiasi investigatore si pone il problema del chi ha fatto cosa, prima di appiopparlo a qualcuno. Quelle firme sono inequivocabili e non sono le mie».

Al suo fianco, pronto ad affrontare i dettagli più tecnici, c’è l’avvocato Carlo Taormina: «Noi mettiamo solo in fila i fatti, le considerazioni fatele voi: il dottor Cuccia ha firmato le carte per le quali oggi è imputato Matteo Tutino, ma al contrario lui non è né imputato né coimputato, gli interventi risultano solo del mio cliente - spiega il legale - Noi riteniamo che nessuno abbia commesso reati, nemmeno il dottor Cuccia. Perché nel momento in cui sosteniamo che gli interventi oggetto del processo sono stati funzionali e non estetici, non c’è nessun falso. Ma nel momento in cui la Procura dice che sono reati, allora lo dovrebbero essere per tutti, non solo per Matteo Tutino».

Malgrado queste considerazioni siano state tirate in ballo più volte, non hanno sortito l’effetto sperato. «Abbiamo quindi deciso di investire l’autorità giudiziaria competente per capire se nello svolgimento delle indagini che hanno portato all'accusa del soloTutino di tutti i reati ci sia qualcosa che non va - dice ancora i legale - Ragione per la quale la settimana scorsa è stato depositato presso la Procura di Caltanissetta un atto con il quale si fa richiesta di chiarificazioni su questi aspetti. Secondo noi ci sono parecchi reati in gioco, ma questo lo facciamo dire ai magistrati».

«Abbiamo inoltrato al procuratore Francesco Lo Voi - aggiunge - una richiesta di sollevazione dall’incarico del pm Battinieri in ragione della pendenza del procedimento a Caltanissetta e al fatto che è stato protagonista di tutta l’inchiesta ruotata attorno a questa dimenticanza, consistita nel fatto di non aver messo Cuccia al posto di Tutino o entrambi come imputati». Ma un intervento è stato sollecitato anche per un altro aspetto collaterale alla vicenda: «La pm Ferrari all’udienza precedente ha sostituito il collega, è stata attiva durante il processo e ha preso anche la documentazione che avevamo prodotto quel giorno. Ci sembra inopportuno che Battinieri continui a essere il pm di questo processo, e ancora più inopportuno che la moglie del dottor Cuccia, al centro dell’inchiesta da noi sollecitata, faccia a sua volta il pm nel processo a carico di Tutino».