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Agrigento, meccanico ucciso a coltellate
Il socio 29enne si costituisce a Palermo

Gabriele Terranova

Cronaca – Il presunto assassino, Giovanni Riggio, si è costituito in nottata al commissariato Brancaccio del capoluogo siciliano. La vittima è Giuseppe Mattina, trovato all'interno della sua officina di contrada San Benedetto. Guarda le foto

Sarebbe entrato nell'officina per chiedere di saldare un debito, ma al rifiuto dell'ex socio, che anzi lo avrebbe insultato pesantemente, ha preso un coltello che si trovava nell'officina meccanica in contrada San Benedetto ad Agrigento e lo avrebbe colpito con più fendenti uccidendolo. È la ricostruzione che l'omicida reoconfesso - Giovanni Riggio - ha fornito negli uffici della squadra mobile di Palermo, che si è costituito nella notte al commissariato Brancaccio. 

Secondo una prima ricostruzione, Riggio si sarebbe lavato e poi con il furgone e con dentro i vestiti sporchi di sangue sarebbe andato al commissariato. L'uomo ha ammesso di avere ucciso Giuseppe Mattina in un momento di rabbia. Il 29enne palermitano è stato portato in carcere in stato di fermo. L'accusa è di omicidio. Nel racconto al magistrato avrebbe prima parlato di una colluttazione, ma non avrebbe segni di ferite o aggressioni. 

Il giovane si è presentato alla polizia, ma non aveva gli indumenti ancora sporchi di sangue, come erroneamente trapelato in un primo momento, confessando il delitto che ancora non era stato scoperto. La vittima è un meccanico di 39 anni, Giuseppe Mattinaucciso ieri sera a coltellate all'interno della sua officina di contrada San Benedetto, nella zona industriale di Agrigento.

Il presunto assassino, Giovanni Riggio, 29enne di origini palermitane, ma residente a Favara, si è costituito in nottata al commissariato Brancaccio di Palermo. La polizia di Agrigento ha trovato il cadavere del meccanico nell'officina. I due, pare, sarebbero soci in affari. La vittima era infatti titolare di un'altra officina sempre ad Agrigento, nella zona del Villaggio Mosè. Sul caso indagano le questure di Palermo e di Agrigento.