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Forello e la carica del M5s a Palazzo delle Aquile
«Basta uomini soli al comando, tocca ai cittadini»

Gabriele Ruggieri

Politica – Prosegue la serie di interviste di MeridioNews ai candidati sindaco di Palermo per le amministrative del prossimo 11 giugno. L'alfiere del Movimento di Beppe Grillo spiega la strategia di rottura totale con il passato, presenta il programma - frutto della partecipazione di oltre 300 persone - e avverte: «Siamo pronti, non siamo quelli di cinque anni fa»

«Il nostro modello non è quello di un uomo solo al comando, il salvatore della patria, ma la punta di un iceberg che sotto ha un sistema collettivo di cittadini, di professionisti, di soggetti che stanno sul campo, che stanno sui territori e insieme creano le nuove condizioni di sviluppo di questa città». Ugo Forello è l'alfiere del Movimento 5 Stelle che, a cinque anni dal primo tentativo di affacciarsi sul panorama politico cittadino, va alla conquista di Palermo. Cinque anni in cui la frangia palermitana della realtà plasmata da Beppe Grillo si è evoluta, negli uomini e nelle idee, per presentarsi all'appuntamento con il voto non più da outsider, ma da contendenti accreditati alla scalata di Palazzo delle Aquile. «In questi anni tantissime cose sono cambiate - spiega a MeridioNews il candidato - allora il Movimento non era la prima forza politica in Italia, oggi secondo i dati lo è ed è anche la prima forza politica soprattutto in Sicilia e a Palermo. Nel frattempo si è fatta una lunga esperienza di opposizione, soprattutto nel Parlamento ma anche all'Assemblea regionale, quindi è anche cresciuto il grado di consapevolezza e di capacità di contrapporsi a quello che è il sistema attuale».

Un progetto di rottura, come ormai da tradizione pentastellata, che si tiene ben distante dalle geometrie elettorali dei partiti e si propone di scardinare i meccanismi di una politica che, a loro dire, non è in grado di soddisfare le richieste e i bisogni dei cittadini. «Oggi quelli che appaiono come il nuovo sono più vecchi dei vecchi e quelli che rappresentano l'usato sicuro invece sono ormai più che altro in disuso». Nessuna alleanza o ricerca di sostegno da altre forze: «È a causa di questo sistema che la città di Palermo si trova oggi in questo stato di profonda crisi, perché è stata amministrata negli ultimi trent'anni sia da partiti di centro, che di destra e di sinistra, che non hanno pensato a un equilibrato sviluppo del territorio, non pensando completamente alle periferie, non creando un sistema di sviluppo che partisse anche da una coesione sociale e quindi dai problemi enormi di esclusione sociale e di crisi economica che questa città vive. Di fronte a tutto ciò noi rappresentiamo un'alternativa reale, vera, non siamo nuovi a prescindere, siamo nuovi perché nuova è la nostra proposta politica». 

«Nuovi e credibili» insiste Forello, sostenuto da una lista «assolutamente eterogenea», la prima a essere svelata al pubblico nei nomi e la sola a sostegno del candidato, «che al suo interno raccoglie una quantità di esperienze e di professionalità differenti che la rendono unica. Abbiamo guardie giurate, vigili del fuoco, medici, architetti, ingegneri. Un insieme di persone che sono realmente rappresentative delle differenti caratterizzazioni che si presentano nella nostra società». Nessun politico di professione, come regolamento del M5s impone. «Fortunatamente mancano i politici, che sono stati quelli che hanno determinato gli stati attuali di involuzione del nostro sistema Paese e città, quindi di questo ne sono fiero. Ma del resto il Movimento 5 Stelle non sarebbe esistito: nasce perché la vecchia politica e i vecchi partiti hanno fallito, e di fronte a questa mancanza un movimento che nasce dal basso e fatto di cittadini si assume la responsabilità di dire "qui bisogna cambiare le cose". Da soli non si possono cambiare le cose, è necessario che ciascun cittadino acquisisca gli oneri e gli onori dell'assunzione di questa responsabilità, di questo ruolo, il cambiamento sta in questo. Insieme ai cittadini possiamo cambiare questo sistema, possiamo realizzare quella che potremmo definire una rivoluzione gentile in questa città, con un movimento collettivo».

Avvocato, tra i membri storici di AddioPizzo, Ugo Forello ha alle spalle una lunga storia fatta di associazionismo. «È un percorso diverso quello di attivista della società civile, ma è un percorso che mi ha fatto comprendere diverse cose. Prima fra tutte il limite o il muro di gomma contro cui a un certo punto la società civile che io rappresentavo si andava a scontrare di fronte a delle istituzioni. È il motivo per cui a un certo punto ho fatto la scelta di avvicinarmi al Movimento 5 Stelle, sposarne i valori e iniziare il percorso che mi ha portato qui. Quando ti avvicini, come ho fatto io da cittadino e inizi a comprenderne i meccanismi ci si rende conto che quello attuale è un sistema che ha portato a un'involuzione nel governo che è difficilmente ripetibile, cioè è difficile fare peggio di quello che si è fatto finora e lo dico con cognizione di causa». Forello è tuttavia critico con la scelta di molte figure di rilievo dell'associazionismo palermitano che hanno scelto di scendere in campo al fianco dei suoi avversari. «Questo è un dato che mi ha lasciato molto interdetto, lo evidenzio come un'ulteriore crisi del sistema. Non stiamo parlando di esperienze della società civile a cui viene attribuito il reale potere di incidere, non è così. Proporre sei o sette liste per l'appoggio di un candidato sindaco delle quali, si sa, non più di due di solito raggiungeranno lo sbarramento del cinque per cento, significa che la maggior parte dei candidati porteranno solo acqua al mulino dei "vecchi" soliti politici che hanno un controllo di voti maggiore rispetto ad altri, è una presa in giro».

Infine il programma. «Io non ho redatto nessun programma - conclude - il nostro è frutto di un percorso partecipativo con la gente e i cittadini di questa città. E dico di più: sarà un programma aperto, non preconfezionato, un primo step. Stiamo parlando di oltre 300 persone che si sono impegnate per la redazione di un programma, una cosa che realmente non è mai esistita, lo proponiamo ai cittadini e sarà comunque modificabile, ma è il frutto di un percorso di partecipazione effettiva».