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Ippodromo chiuso, sit in davanti alla Prefettura
«Riapertura in tempi brevi, si faccia chiarezza»

Antonio Mercurio

Cronaca – Questo l'appello dei sindacati al fianco dei lavoratori, circa 400 persone che non lavorano dallo scorso 8 marzo, quando l'impianto fu chiuso per presunte infiltrazioni mafiose. «Siamo qui per sollecitare la riapertura dell'ippodromo con tutte le misure necessarie per contrastare l'illegalità»

Potrebbe arrivare entro pochi giorni la risposta del ministero delle Politiche agricole sulla riapertura dell'ippodromo di Palermo, al centro di indagini e chiusa per il rischio di infiltrazioni mafiose. Proprio stamane si è svolto stamane il sit in di protesta dei lavoratori dell'ippodromo, che si sono dati prima appuntamento in piazza Verdi, davanti al Teatro Massimo, per poi raggiungere la prefettura. I manifestanti chiedono che venga riaperta la struttura: driver, artieri e coloro che si occupano della manutenzione dei cavalli e delle strutture - circa 400 persone che non lavorano dall'8 marzo (una ventina impiegati nell'ippodromo e 380 nell'indotto) - hanno reclamato affinché le indagini proseguano, ma che nel frattempo la struttura torni a funzionare. Al termine della protesta, una delegazione è stata ricevuta dal capo di gabinetto della Prefettura.

«Quello di oggi è stato un incontro positivo - hanno detto il segretario della Slc Cgil Maurizio RossoMassimiliano Fiduccia della segreteria Slc Cgil - c'è l'interesse di tutte le parti affinché l'ippodromo riapra in tempi brevi. Al momento, però, non c'è una data certa, sono in corso ancora verifiche da parte del ministero delle Politiche agricole. Ma il capo di gabinetto Umberto Massocco che ha ricevuto la delegazione, ci ha informato che il ministero, nel giro di quale giorno, dovrebbe pronunciarsi». In questi settimane c'è stato anche uno scambio di missive tra il ministero e l'Ires e il presidente Cascio ha spiegato che la società è pronta, rispetta tutti i protocolli previsti dal ministero ed è disposta a fare ancor di più affinché la regolarità e la trasparenza delle corse sia garantita.

 «Ad esempio vigilando gli ingressi nelle scuderie o ripristinando un presidio di sorveglianza delle forze dell'ordine durante le corse - spiegano ancora Rosso e Fiduccia -. Occorre far presto perché se una risposta non arriverà entro la fine del mese, le corse programmate da maggio in poi rischiano di finire in altri ippodromi, compreso il Gran Premio Federnat che Palermo ospita dopo tanti anni e che ora potrebbe perdere. Se non ci sarà una risposta entro il 28 aprile, questa iniziativa di straordinaria importanza per la città di Palermo potrà saltare. Rimaniamo preoccupati - aggiungono - abbiamo ribadito la richiesta di aiuto al ministero e a tutte le istituzioni politiche territoriali in difesa di una struttura storica e di punta dal punto di vista sportivo, turistico e culturale, fondamentale per l'occupazione che garantisce, sia di lavoro stabile che occasionale, che la città non può rischiare di perdere».

Al fianco dei lavoratori si schiera anche il sindaco di Palermo Leoluca Orlando: «Nel confermare, anche in questa occasione, il nostro ringraziamento e sostegno alla magistratura ed alle forze dell’ordine, perché le verifiche siano attente, capillari e scrupolose, auspichiamo che questa vicenda possa avere percorso netto e veloce, affinché l’ippodromo cittadino possa riprendere, in tempi ragionevolmente brevi, la sua attività, all'interno di un indispensabile alveo di legalità e trasparenza. Non si può trascurare, infatti, che al di là del fenomeno sportivo e ludico, l'ippodromo costituisce l’unica fonte di reddito e di sostentamento per la maggior parte degli operatori dell’indotto e per i rispettivi nuclei familiari, che proprio in un percorso di legalità devono trovare garanzie e tutele».