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Unicredit, dal 22 maggio chiuderanno quattro agenzie
«Per i dipendenti cambia poco, problemi per i clienti»

Manlio Melluso

Economia – Parlano gli impiegati della banca che saranno destinati in altre sedi: dubbi su alcune scelte gestionali, come il rinnovo dei bancomat pochi mesi prima della chiusura. Da chi lavora nelle sedi che rimarranno aperte trapela invece ottimismo: «Con più personale a disposizione meno emergenze a cui fare fronte» 

«Per noi dipendenti si tratta soltanto di un trasferimento, i problemi li avranno i clienti. Per quanto ci riguarda, a parte la data, non sappiamo altro». Il cambio di sede non sembra spaventare gli impiegati delle quattro agenzie Unicredit che il prossimo 22 maggio chiuderanno tra Palermo e provincia: quella di via Autonomia Siciliana (assorbita da quella in Marchese di Villabianca), Via Libertà C (assorbita da Palermo Via Libertà D), Isola delle Femmine (assorbita da Capaci) e Altavilla Milicia (assorbita da Casteldaccia). «Tra i clienti - dice un dipendente - si percepisce lo scontento. Quella di via Autonomia Siciliana, per esempio, è una filiale di passaggio, comoda per gli automobilisti. Si trova in una posizione strategica, per non parlare delle persone del circondario che lì hanno aperto il conto. Adesso - dice - chiuderà anche lo sportello atm, che in questa zona lavora moltissimo».

Se da un lato non trapela, insomma, troppa preoccupazione per il proprio posto di lavoro, dall'altro ci si preoccupa per le ripercussioni che si avranno sulla fidelizzazione della clientela, anche se «spesso il cliente è più legato al rapporto personale con lo sportellista che alla filiale in sé. In molti seguiranno quelli che saranno trasferiti nelle nuove sedi, se non troppo lontane ovviamente». In certi casi, si percepisce un effetto di straniamento che riguarda le modalità di gestione della chiusura. Sempre in via Autonomia Siciliana, in un'agenzia che conta tre dipendenti e un flusso di un migliaio di clienti - tra correntisti, gente che effettua operazioni allo sportello e persone che prelevano il loro denaro -, soltanto quattro mesi fa era stata sostituita la posizione atm, il bancomat, con una più nuova, decisione che non è stata del tutto compresa vista l'imminente chiusura della filiale. «Quando hanno ristrutturato - spiega un impiegato - hanno cambiato anche il bancomat con quello nuovo, previsto dall'azienda. La circostanza ci è sembrata curiosa. Ci hanno detto che costa di meno il processo di installazione piuttosto che bloccare tutto il procedimento. Un operaio della logistica ci ha raccontato che, in precedenza, in una filiale era stato sostituito addirittura appena una settimana prima dalla chiusura».

Se per i lavoratori delle agenzie che chiudono non sembrano esserci grossi problemi di adattamento alla nuova situazione, quelli delle altre agenzie vedono addirittura di buon occhio il processo di razionalizzazione. Il mantra, però, è lo stesso: i problemi li avranno i clienti. «Per noi lavoratori delle altre agenzie - dice un altro impiegato - ci sono anche degli aspetti positivi, visto che avremo più personale in un numero inferiore di sportelli. Non dovremo essere costretti a fare fronte alle emergenze delle filiali che chiudono, con conseguenti pianificazioni delle ferie, meglio programmate, e un numero minore di situazioni di carenza di personale. Per i clienti, invece, ci saranno problemi. Molti sono affezionati alla filiale e allo sportellista, si fidano. Adesso saranno costretti ad abituarsi a nuove situazioni. La gente si lamenta - conclude - anche se poi finirà con l'accettare la situazione».