Foto di: Giuseppe Li Vigni

Pasqua degli ultimi, associazioni ancora in campo 
Le ronde fino a stasera: «Tutto si ferma, noi no»

Stefania Brusca

Cronaca – Nella settimana di festa continua la distribuzione di pasti a senzatetto e bisognosi. Persone spesso dimenticate che nell'ultimo periodo hanno scosso le coscienze di tanti perché sono state al centro di fatti di cronaca. Per loro dai volontari arrivano, oltre al cibo e al calore di tutti i giorni, anche i dolci: le colombe pasquali. Guarda la gallery

A Pasqua tutto si ferma, si dà spazio alla festa, alla famiglia. Ma le associazioni che offrono conforto e un pasto caldo a centinaia di bisognosi e senzatetto continuano il loro solito giro notturno per non lasciare da soli quanti non hanno una tavola imbandita e un letto caldo che li aspetta. Si tratta di persone spesso dimenticate, che nell'ultimo periodo hanno scosso le coscienze di molti perché sono state al centro di fatti di cronaca. Dal più recente, il clochard trovato morto in un'auto, al senzatetto bruciato vivo solo qualche settimana fa mentre dormiva. 

Giovedì si è svolta la cena di Pasqua organizzata dall'associazione Angeli della Notte nella sede di via Bevignani: «Prevedeva due primi, un secondo, dolce e frutta. Abbiamo invitato i nostri fratelli che sono per strada, per dargli l'opportunità di godere un momento sereno - spiega Giuseppe Li Vigni, tra i fondatori della Onlus - hanno partecipato almeno cinquanta persone». 

A fare il solito giro notturno anche l'associazione Cammino D'Amore: «Come facciamo di solito siamo stati in strada ieri, dalle 18.30 alle 22 o 23 - dice Roberto Cascio, vicepresidente - per distribuire pasti e le colombe pasquali, insomma quello che ci donano e ciò che siamo riusciti a reperire». 

«Anche oggi faremo la ronda notturna, dalle 19.30 con rientro prima di mezzanotte, come giovedì e lunedì, per distribuire 150 pasti caldi - dice Sabrina Ciulla, presidente dell'associazione Anirbas Onlus -  Daremo a tutti la colomba pasquale. Durante i giorni di festa molte attività come bar e panifici restano chiuse e «loro rimangono praticamente senza cibo, anche perché ci sono meno possibilità che qualcuno possa offrirgli qualcosa da mangiare». Le zone battute da Anirbas sono centro storico, via D'Amelio, stazione Notarbartolo, del Foro Italico.