Chiudi ✖
15

Svelati tutti i segreti delle mummie di Piraino
Età media 65 anni: «Longevi grazie a vita sana»

Antonio Mercurio

Costume e società – I risultati dello studio diretto dall’antropologo Dario Piombino-Mascali rivelano le abitudini che i religiosi conducevano tra il XVIII e il XIX secolo: «Afflitti da malattie di natura ossea e di Forestier dovuta ad alimentazione iperproteica». Avviata anche una cooperazione con il museo di Manchester per le mummie egizie umane e animali

Svelati i segreti delle mummie di Piraino. Grazie ai risultati dello studio radiologico sui reperti, condotto da un gruppo di ricerca internazionale diretto dall’antropologo Dario Piombino-Mascali, curatore scientifico delle Catacombe dei Cappuccini a Palermo, nell’ambito del Progetto Mummie Siciliane, si è scoperto che conducevano una vita sana, scandita dai ritmi semplici del piccolo centro nel Messinese tra il XVIII e il XIX secolo. Le indagini sulle mummie di 26 sacerdoti custodite nella Chiesa Madre della cittadina hanno infatti rivelato una relativa longevità nei soggetti, considerando i tempi: dai 50 agli 80 anni.

Le malattie che affliggevano i religiosi erano di natura ossea, ma anche dovute a un’alimentazione iperproteica, a base di proteine animali soprattutto derivanti dalla carne, considerata un alimento nobile. Nato nel 2007, il progetto investiga il ricchissimo patrimonio mummificato della Regione Sicilia, di cui Piombino-Mascali è ispettore onorario per i Beni Culturali. In particolare, lo studio sulle mummie di Piraino è stato svolto grazie all’impulso dell’antropologo culturale Sergio Todesco, già direttore dell’Unità operativa dei Beni Etnoantropologici della Soprintendenza di Messina.

Dalle indagini, è emersa la presenza di artrosi, compatibile con l’anzianità soggetti, ma anche della malattia di Forestier, nota come Dish. La causa di quest’ultima patologia è legata a un’alimentazione iperproteica, conseguente a una dieta ricca di proteine animali, soprattutto di carne, ritenuta un elemento nobile per eccellenza e quindi conforme allo status dei sacerdoti. «A queste patologie - ha detto Dario Piombino-Mascali - si aggiungono un caso di aterosclerosi presente nelle arterie femorali di un soggetto e ancora la presenza di due neoformazioni: un encondroma sul femore sinistro e un probabile mieloma multiplo che appariva su omeri, femori, cranio e scapole di un altro. Altre condizioni trovate sono l'alluce valgo, una malformazione del piede, e alcune varianti anatomiche, come ad esempio lo sterno con un forame centrale. Infine abbiamo avuto modo di osservare anche una costa cervicale sovrannumeraria - ha aggiunto - che avrebbe determinato fastidi e dolore».

Preziose informazioni sono state raccolte anche riguardo i rituali funerari con cui i religiosi sono stati preparati. Dalla ricerca, infatti, è emerso che si tratta di mummie naturali ottenute con la tecnica del colatoio, un ambiente in cui i corpi venivano lasciati a drenare i liquami cadaverici. Una volta compiuto questo processo, si procedeva al riempimento con sostanze naturali. In questo caso le radiografie hanno mostrato la presenza di gusci di noci e frammenti di altre piante officinali. Dal punto di vista storico, i dati archivistici forniti dall’antropologo culturale Marcello Mollica, dell’Università di Friburgo, sono stati di grande importanza per lo studio delle mummie di Piraino, rivelandone dettagli come età alla morte e caratteristiche sulle storie individuali. Come arcipreti, infatti, gli ospiti della cripta godevano di una sepoltura costosa e privilegiata, fondata dall’arciprete Antonio Scalenza nel 1771.

Partirà a fine luglio, a Santa Lucia del Mela, la seconda edizione della Mummy Studies Field School, il campo scuola patrocinato dall’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana guidato da Carlo Vermiglio. Un passo importante, che riconferma la Sicilia come punto di riferimento per la mummiologia internazionale. Per questa seconda edizione è previsto un focus speciale sulle mummie egizie, sia umane che animali, in collaborazione con i ricercatori del Museo di Manchester e delle Università di Torino ed Edimburgo.

Una cooperazione di grande prestigio, quella con il museo inglese, se si considera che questa istituzione vanta una lunghissima tradizione in fatto di studi sulle mummie, che risale alle ricerche di Margaret Murray, pioniera dell’egittologia e tra le prime donne a studiare questa disciplina, nei primi del Novecento. La Mummy Studies Field School, co-diretta da Dario Piombino-Mascali e dal biologo forense Karl Reinhard, nasce dalla collaborazione tra il Progetto Mummie Siciliane e l’Università del Nebraska e prevede tre seminari fuori porta che si terranno a Palermo, Savoca, e per l’appunto, a Piraino.