Omaggio a Pietro Giordano, Cinico Lassù al De Seta
Maresco: «Quella volta che fu più bravo di Scaldati»

Andrea Turco

Cultura e spettacoli – «La sua prima apparizione con noi fu intorno agli anni '80» ricorda il regista palermitano che questa sera introdurrà la proiezione del film Il ritorno di Cagliostro. «Lì fu talento puro, perfino recalcitrante e cialtrone ma quando lo si pigliò nel giusto modo tenne testa agli attori professionisti»

E dire che la parte non doveva neanche essere sua. «Nella prima versione de Il Conte di Cagliostro la parte del cardinale Sucato avrebbe dovuto interpretarla Enzo Castagna» conferma Franco Maresco, regista insieme a Daniele Ciprì del film datato 2003. «Ho tentato di mettergli i panni da prelato, ma poi non se ne fece niente. Fu allora che ci venne in mente di affidare il ruolo a Pietro Giordano». 

Uno dei volti e dei corpi simbolo della Cinico Tv, recentemente scomparso, verrà ricordato questa sera al cinema De Seta, presso i Cantieri Culturali della Zisa, proprio con la proiezione della pellicola che più di ogni altra testimonia la bravura di un attore venuto dalla strada e che sulla strada in fondo è sempre rimasto. Non a caso gli ultimi anni della sua vita Giordano li passò a chiedere l'elemosina alla Cattedrale. Adesso invece l'omaggio da parte dell'associazione culturale Lumpen, in collaborazione col Comune di Palermo, l'assessorato alla Cultura, il Centro sperimentale di cinematografia e la Cineteca Nazionale.

«Devo dire che in quel film è talento puro - aggiunge Maresco nel suo ricordo - perfino recalcitrante, cialtrone e canaglia, ma quando lo si pigliò nel modo giusto si superò e superò gli attori professionisti, tenendo testa a gente come Franco Scaldati e Luigi Maria Burruano. Per non dire dell'accoppiata meravigliosa con Robert Englund (l'attore inglese reso celebre dal ruolo di Freddy Krueger nella saga di Nightmare ... ndr), col quale si creò un'alchimia magnifica e inaspettata. Nel film in realtà Giordano si divide in tre, come fosse una trinità molto palermitana».

Un rapporto, quello tra i due autori/registi appassionati di jazz e un uomo come Pietro Giordano che affinò nel tempo e quasi naturalmente i tempi del cinema, che viene da lontano. « È stato il terzo arrivato di quella prima compagnia su cui si costruì poi la Cinico Tv - dice Maresco -. Probabilmente la sua prima apparizione fu intorno alla seconda metà degli anni '80 quando con Ciprì, dopo aver riscosso una certa notorietà palermitana, arrivammo a un festival piuttosto prestigioso in cui partecipammo e vincemmo con un cortometraggio. Da allora la sua fu un'avventura lunga e discontinua. Pietro fece parte in modo fisso delle 49 puntate trasmesse sulla Rai in mezzo tra Mani Pulite e le stragi di mafia». 

Di quell'esperienza televisiva rivoluzionaria denominata Cinico Tv, capace di trasmettere poco prima delle 20 ogni sera sulla tv pubblica spezzoni in cui Giordano interpretò parti come l'uccello di uno strupratore e l'escremento di un barbone, divenne l'emblema. Per poi appunto approdare al cinema in quella che probabilmente fu la sua migliore interpretazione. «Una decina d'anni dopo intanto l'Italia cambia - ricorda ancora Maresco - arriva internet, cambia la città in maniera strutturale e Giordano nel mezzo vive un'altra importante esperienza come Lo zio di Brooklyn, il nostro primo film».  

A ricordarlo, dunque, questa sera a partire dalle ore 21 saranno lo scrittore Giorgio Vasta e lo stesso Maresco; a seguire una selezione dei materiali video dell'Archivio Cinico  Tv e poi la proiezione in pellicola 35mm de Il ritorno di Cagliostro. L'ingresso è libero.