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Comunali, reazioni al discorso di Orlando
Miceli: «Impossibile rinunciare a identità»

Antonio Mercurio

Politica – Numerosi i commenti suscitati dalle parole del sindaco che ha fatto il punto sulle alleanze in vista delle elezioni. Secca la replica del segretario provinciale del Pd che esclude «qualunque abdicazione di sorta», mentre per lo sfidante del M5s Ugo Forello l'idea di «un primo cittadino antisistema è una barzelletta che non fa ridere»

Il Pd sta lavorando alla costruzione di «un luogo politico unitario delle forze che governano a Roma e a Palermo arricchito dalle migliori energie della società civile», ma «senza abdicazioni di sorta a quello che è il suo ruolo, la sua funzione e la sua identità». Arriva un po' in ritardo la reazione dei dem che affidano al segretario provinciale di Palermo, Carmelo Miceli, il compito di rispondere alle dichiarazioni del sindaco di Palermo Leoluca Orlando rese oggi durante la conferenza stampa convocata in tutta fretta a Palazzo delle Aquile per fare il punto sulle alleanze in vista delle prossime amministrative che si terranno nel capoluogo in primavera. Il primo cittadino ha detto no a ‘listoni’ e simboli, lanciando un messaggio inequivocabile al Pd. «Chiedo ai partiti di fare un passo indietro», ha ripetuto più volte oggi, sbarrando di fatto anche la porta «a listoni, liste o listine che ripropongano coalizioni di governo regionali o nazionali». 

Un colpo di scena che, di fatto, sovverte gli accordi con gli alleati, primo fra tutti il Pd, quando orma sembrava cosa fatta. Inevitabili le reazioni, in primo luogo tra i dem: «La direzione provinciale del Partito democratico ha già scelto da tempo di costruire un fronte largo di centrosinistra che provi a fare sintesi anche con l'esperienza dell'attuale sindaco - ribadisce Miceli -, nel rispetto delle parti in campo. Né più e né meno, di quanto concordato dallo stesso Orlando con il vice segretario nazionale del Pd Lorenzo Guerini. Noi, pertanto, continueremo a muoverci soltanto in questa direzione - aggiunge -, nella convinzione che questo sia ciò che serve alla città».

Tra gli alleati, invece, c’è chi gongola come ad esempio Sinistra Comune, il cartello di associazioni e partiti a sostegno di Orlando che, proprio in questi giorni, aveva chiesto al sindaco di fare il punto sulle alleanze per scongiurare possibili inciuci con partiti di centrodestra. «Il fatto che Orlando dichiari di non volere riprodurre all'interno del suo percorso operazioni di ceto politico - affermano i portavoce di Sinistra Comune - che richiamino a schieramenti di governo nazionali e regionali, ci sembra molto significativo. Allo stesso modo, condividiamo la necessità di portare avanti una proposta di governo della città anomala e non normalizzata».

Ma le parole di Orlando hanno scatenato anche numerose reazioni tra i suoi sfidanti. Per il candidato del M5s Ugo Forello «quella di Orlando che veste i panni del candidato 'antisistema' è una barzelletta che non fa ridere i palermitani. Il riferimento è a una frase del primo cittadino che, rivolgendosi ai sostenitori del movimento, si è definito «forza antisistema in grado però di governare». «È inutile che il sindaco cerchi consenso tra i simpatizzanti del Movimento 5 Stelle spacciandosi per quello che non è. I cittadini sanno distinguere l'originale dall'imitazione, il cambiamento vero da quello solo apparente, e lo dimostreranno alle urne». 

Un «uomo per tutte le stagioni», è stato, invece, il commento del candidato indipendente Fabrizio Ferrandelli per il quale l'attuale sindaco sarebbe esempio «della vecchia politica». «I cittadini non si faranno ingannare dalla 'nouvelle antipolitica' di una persona che più di ogni altro palermitano rappresenta la vecchia politica. Si dichiara antipolitico e antisistema quando invece viene ricordato come il sindaco di tutte le stagioni, da quella democristiana a quella della sinistra giustizialista a quella dell'uomo solo al comando che dice come in un ossimoro di voler 'fare squadra'. Orlando - conclude - lavora per dividere io lavoro per umanizzare la politica».