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Santamuerte, la band col nome di una divinità messicana
I caldi suoni sudamericani incontrano i ritmi cupi del noise

Redazione

Cultura e spettacoli – Il gruppo pugliese si esibirà questa sera alla Fabbrica 102. Attivi dall’estate del 2013, cominciano a suonare e girare l’Italia e ben presto attirano l’attenzione di quella che sarà la loro fedele etichetta nei primi tre anni di attività, la MiaCameretta Records, con la quale i Santamuerte hanno prodotto il loro primo disco, Age Of Sorrow

Il sincretismo che unisce i suoni caldi del Sudamerica alle atmosfere cupe del noise, costituendo una miscela musicale psichedelica che confluisce in un contenitore hawaiian garage. Eccoli i Santamuerte, gruppo che prende il nome in prestito da un’antica divinità messicana, che si esibirà stasera alla Fabbrica 102.

Attivi dall’estate del 2013, i componenti del gruppo, i pugliesi Panzo, Vido Pura Vida e J.J. Springfield, arrivano da Mola di Bari. Cominciano a suonare e girare l’Italia e ben presto attirano l’attenzione di quella che sarà la loro fedele etichetta nei primi tre anni di attività, la MiaCameretta Records, con la quale i Santamuerte hanno prodotto un EP in formato 7 pollici, Age Of Sorrow, uscito il 7 Luglio 2014, e un primo full lenght in formato 12 pollici, Big Black Sister, in commercio dal 20 dicembre del 2016. 

La consapevolezza artistica dei tre cresce di pari passo con l’attitudine nel coniugare la matrice latina con il garage più energico e veloce. I suoni fondono le atmosfere desertiche e calde del Messico con muri di chitarre elettriche, lunghissime e acide. Ad oggi la band ha alle spalle un centinaio di date, numerose ospitate in radio e la ristampa del primo EP; nel frattempo promuove i suoi brani singoli Looking Through The Grave, Ten Arrows, Mountains, Back to Mexico e We Cook Snakes Tonight su youtube e sui social.