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The Raftmakers, Igor D'India racconta i fiumi
Tra Cuba e l'America spazio anche per l'Oreto

Turi Messineo

Cultura e spettacoli – Una serie tv di sei episodi da 26 minuti ciascuno durante i quali il videomaker palermitano racconta le avventure vissute guadando e attraversando alcuni corsi d'acqua utilizzando zattere e canoe. Tra le diverse realtà fluviali, il giovane regista ha scelto di inserirne una che si trova proprio nella sua terra madre: Palermo

Lunghe e difficili discese tra rapide e fiumi, eseguite con mezzi di fortuna: zattere e canoe, alla vecchia maniera. The Raftmakers è la nuova serie Tv ideata dal documentarista Igor D'India. Un’avventura pioneristica moderna, un self-filming con il quale il palermitano racconta alcune realtà fluviali tra le quali ha scelto di inserire proprio la sua terra madre: Palermo. Non è il primo incontro di Igor con il fiume Oreto: già nel 2010, aveva risalito le sue acque inquinate a piedi e a nuoto, realizzando un breve documentario intitolato Oreto The Urban Adventure grazie al quale era riuscito a far luce sulle problematiche che affliggono l’aera in questione, coinvolgendo alcune istituzioni.

Sei episodi da 26 minuti circa: la serie televisiva The Raftmakers, interamente prodotta da D’India, classe 1984, in collaborazione con la casa di produzione indipendente POPcult, cercherà di raccontare e mostrare luoghi sconosciuti, a stretto contatto con la natura. Per questo, il giovane videomaker palermitano ha scelto di viaggiare ancora una volta: è stato in Belize (America centrale), a Cuba, in Laos e torna adesso in Sicilia per documentare e raccontare il primitivo e antropologico rapporto tra uomo e fiume. Un non-luogo da descrivere, un paesaggio contraddittorio ma unico nel suo genere, il 'fiume discarica' tornerà così ad essere protagonista.

Sono tre i giorni di riprese previsti per questo speciale episodio dedicato all’Oreto. Un fiume anticamente ricco d’acqua e di pesci, un letto navigabile e importante per ciò che riguardava il traffico commerciale cittadino. Rifiuti accumulati per decenni in un 'canyon di cemento', causati dalla massima espansione urbanistica vissuta da Palermo negli anni Settanta, renderanno ardua l’impresa del documentarista che dovrà, tra gesta atletiche e mosse tecniche, farsi trovare pronto al confronto. Da monte a valle, l’avventura verrà condotta da Igor a volte utilizzando una camera d’aria per destreggiarsi tra le acque, altre a piedi. Da giorni D'India si allena per l'impresa e ha da poco lanciato una pagina Facebook in affiancamento al sito web da dove è possibile seguire i suoi spostamenti e tenersi aggiornati sulle sue gesta.

Negli ultimi tempi il videomaker si era impegnato e concentrato sulla produzione e pubblicazione dell’ultima esperienza da lui vissuta, filmata e raccontata, The Yukon Blues. Andato in onda su Deejay Television e distribuito dalla Gazzetta Dello Sport, il documentario che narra l’avventura nordamericana di Igor in un percorso di circa 18mila chilometri percorsi tra autostop e canoa lungo il fiume Yukon, ha permesso allo stesso di incrementare le sue capacità e affinare le qualità tecniche, oltre ad aver fatto accendere i riflettori sul suo operato.