Foto di: Daniel Wütschert

Il ritorno dei lustrascarpe: l'iniziativa di Confartigianato
«Opportunità per i disoccupati, previste dieci postazioni»

Andrea Turco

Costume e società – Mestiere antico e ormai scomparso, potrebbe tornare in auge grazie all'idea di Nunzio Reina. Che al Comune ha chiesto la possibilità di installare alcuni banchetti in punti nevralgici della città. Ai candidati verrà anche offerto un corso gratuito, tenuto dal calzolaio Pietro Caccamo

Potrebbe tornare presto un mestiere antico e ormai scomparso, che si credeva consegnato alla memoria delle vecchie pellicole in bianco e nero: quello dei lustrascarpe. L'idea è di Nunzio Reina, presidente di Confartigianato Palermo, che invita gli interessati a proporre la propria candidatura inviando il curriculum alla mail presidente@confartigianatopalermo.com. I dettagli dell'operazione di restyling, in attesa che il Comune si esprima sulle richieste di installazione di banchetti, li spiega lo stesso Reina: «Ho individuato dieci possibili postazioni in punti nevralgici della città, dove in passato c'erano postazioni per i lustrascarpe. Ad esempio in via Maqueda, di fronte il teatro Massimo, sotto i portici di via Ruggero Settimo, in piazza Politeama. Voglio dare un'opportunità ai disoccupati della città. Il requisito maggiore deve essere una forte dose di volontà, unità alla consapevolezza di apprendere un mestiere dignitoso e col quale si può diventare professionisti». 

Agli aspiranti lustrascarpe Confartigianato offrirà un corso gratuito, valido per persone di tutte le età. Nonchè la possibilità di realizzare una cooperativa, delle cui spese notarili si occuperà lo stesso Reina, in modo da poter essere autosufficiente per il mestiere. «L'ispirazione mi è venuta a Napoli, dove i lustrascarpe sono tornati - continua il presidente di Confartigianato -. C'erano fino a non molto tempo fa pure all'aeroporto di Roma. Si potrebbe poi riprendere l'usanza di averli anche all'interno dei locali, ad esempio dai barbieri come si fa negli Stati Uniti. E' chiaro che la cooperativa dovrà poi non avere più bisogno di supporti economici esterni, più si lavorerà più si guadagnerà».

Il corso per lustrascarpe, al raggiungimento di una quota minima di adesioni, sarà tenuto da Pietro Caccamo, noto calzolaio in via Marchese di Villabianca. «Le modalità d'apprendimento sono ancora da stabilire - dice -. Diciamo che ai corsisti qualche cosetta posso insegnarla, visto che ho alle spalle 40 ani di attività. Da noi si fanno tutti i tipi di riparazione, già io lucido le scarpe ai clienti anche se non me lo chiedono, potrebbe essere utile imparare qualche dritta. L'unico dubbio è se ci saranno tante candidature, io credo che se dovesse partire il servizio funzionerebbe».