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Dante e Beatrice, dall'inferno della Chimica Arenella alla vita
«Non sapevano neanche giocare, devono ritrovare fiducia»

Gabriele Ruggieri

Cronaca – I due cani sopravvissuti alla reclusione, all'incuria e all'incendio del 16 giugno. Le telecamere di MeridioNews li avevano ripresi in un grave stato di malnutrizione, rinchiusi in una delle tante stanze occupate abusivamente della fabbrica abbandonata. Dopo la loro liberazione e tante cure sono finalmente fuori pericolo. Guarda le immagini

«Non sanno neanche giocare». Dante sta rannicchiato sulla sua copertina quando gli viene lanciata affianco una pallina colorata. Sarebbe la gioia di ogni cane, ma lui la osserva, non capisce cosa sia né perché quel volontario gentile gliel'abbia lanciata. Quando a luglio le telecamere di MeridioNews sono state all'interno della fabbrica di lievito della Chimica Arenella, l'ex polo industriale di Palermo ormai abbandonato e diventato un lager per i cani, Dante e Beatrice non si vedevano, ma si sentivano. Accoglievano chiunque entrasse nell'area, ancora segnata dall'incendio di giugno, con i loro latrati. Si trovavano rinchiusi in un locale, uno dei tanti occupati abusivamente dai padroni degli animali, chiuso con una porta di legno consumata e tenuta ferma da una catena. La puzza tremenda che usciva dal lucernario e dai buchi nel legno faceva il paio con un sacco di cibo per cani abbandonato davanti all'ingresso insieme a pane rancido su cui brulicavano larve e insetti di ogni tipo. 

L'obiettivo della telecamera, da uno dei fori attraversava la catena, scorgeva diversi cani, tra cui uno ridotto peggio degli altri. Dante stava in piedi, non si sa come: era uno scheletro con del pelo, poco, ancora attaccato. Abbaiava guardando in alto. Sembrava senza speranza. Stava ancora in piedi anche il 4 dicembre, quando gli uomini della polizia municipale hanno fatto irruzione nella struttura liberandolo insieme ad altri cinque cani. Lo stesso non si può dire di Beatrice, l'unica dei sei a non essere legata: giaceva agonizzante, ormai priva di forze, su di un materasso vecchio e sporco. Gli animali erano tutti malnutriti e con sul corpo ferite e segni di maltrattamenti, tanto che è subito scattata una denuncia, rimasta ancora a carico di ignoti, per l'assenza di microchip. In quattro sono stati trasportati al canile per le cure. Dante e Beatrice, invece, sono finiti in una struttura privata dove i veterinari avrebbero tentato il tutto per tutto.

«Adesso sono fuori pericolo» racconta Nicola, che assieme alla sua compagna Linda si prende cura dei due cani reduci dalla Chimica Arenella. «Hanno messo peso, circa sei chili e anche il palo inizia a ricrescere - continua - le terapie sono ancora lunghe ma siamo sulla strada giusta». Intanto Dante e Beatrice vivono in una casetta di legno con tutti i comfort, alcuni amici hanno addobbato il tetto all'esterno con delle lucine natalizie. La cagnetta ha ripreso a muoversi ed entrambi vanno in giro con due cappellini di lana che gli proteggono le orecchie dal gelo. Nicola tenta con degli esercizi di fargli ritrovare fiducia nell'uomo, poco a poco stanno imparando anche a giocare. E proprio la mattina della vigilia di Natale, un piccolo miracolo: i due cani sono usciti per la prima volta a giocare insieme agli altri ospiti a quattro zampe di Linda e Nicola. «Ieri li abbiamo fatti stare un po' assieme agli altri, sono tranquillissimi!».