Fontane senza acqua ma piene di rifiuti
«Serve un restauratore che guidi gli operai»

Massimo Gucciardo

Cronaca – Zampilli e giochi d’acqua a macchia di leopardo, tra cannelle a secco, rifiuti e monumenti parzialmente inaccessibili. Ma a breve le maestranze comunali dovrebbero intervenire per ripristinare il corretto funzionamento di molte di loro, il vicesindaco Arcuri assicura: «A febbraio opere di ripristino». Guarda le foto

Buone notizie per statue e fontane di Palermo. Dando seguito a quanto affermato qualche mese dopo i danneggiamenti a Villa Giulia, il vicesindaco Emilio Arcuri ha confermato che entro fine febbraio il personale Coime e quello della Reset, adeguatamente formato, inizierà ad eseguire opere di pulitura e ripristino (ove possibile) di statue e fontane del centro storico. Secondo Arcuri il progetto complessivo degli interventi è stato già valutato positivamente dalla Sovrintendenza ai Beni culturali e si attende solo di individuare un restauratore che possa seguire e consigliare gli operai negli interventi sul campo.

Una svolta della quale sicuramente c’è un gran bisogno, specialmente per quanto riguarda le fontane del centro storico. Facendo un giro per i quartieri centrali di Palermo, è facile notare come spesso manchi l’elemento caratterizzante di queste strutture: l’acqua. Per una fontana Pretoria che fa bella mostra di sé e attira turisti, ce ne sono altre meno fortunate. È il caso della fontana del Genio a piazza Rivoluzione, come anche quella del Garraffo a piazza Marina e quella a piazza Alberico Gentili, tutte e tre spente. Ma a secco ci sono anche fontane meno note come quella di villa Trabia, quella settecentesca di piazza San Francesco d’Assisi, addossata a Palazzo Migliaccio Naselli dei duchi di Sant'Agata (della fontana gemella che si trova di fronte rimane solo la vasca dopo i bombardamenti del 1943), le due fontane che adornano i piloni di Porta Sant’Antonino, alla fine di via Maqueda, e le 4 di epoca fascista collocate nelle nicchie dei palazzi di piazza Giulio Cesare che fungono da “ingresso monumentale” a via Roma. In questi ultimi tre casi il palermitano ha ben pensato di riutilizzare le vasche vuote come contenitori per rifiuti, dalle cartacce ai vestiti alle sedie di plastica.

Certo, alcune per fortuna fanno il loro dovere, ma per un motivo o per l’altro non sono pienamente fruibili: stiamo parlando della fontana della Doganella alla Cala, protetta da un’inferriata e un cancelletto chiuso, di quelle di villa Morvillo (in via Libertà di fronte il Giardino Inglese) - che sono attive ma una è transennata e l’altra a mezzo servizio - e di quella a piazza Garraffello, che al momento si trova al centro del cantiere per la riqualificazione della pavimentazione della piazza.

Menzione a parte per un paio di casi schizofrenici dove le fontane funzionano a metà. Il primo esempio lo abbiamo a piazza XIII vittime, dove gli spruzzi perimetrali fanno il loro dovere, ma il desiderato zampillo centrale è assente ingiustificato. Ancora più cervellotica la situazione a Porta Felice, dove il pilone lato loggiato di San Bartolomeo (quello centrato in pieno da una bomba nel 1943 e integralmente ricostruito) presenta canne in funzione e vasche piene. Invece il gemello rimasto indenne dalla furia bellica mostra tristemente le due fontanelle vuote e segni di puntellamenti nella parte superiore. Speriamo che con gli interventi previsti a breve questi disservizi diventino solo brutti ricordi.

Infine un caso davvero curioso, ovvero il contrario di quanto fatto notare sopra: invece della fontana senza acqua, a villa Trabia c’è l’acqua senza fontana. Il particolare fenomeno si verifica nella discesa accanto al ponte che sorpassa via Principe di Villafranca, anche se in realtà si tratta di un semplice tubo che perde, ma in maniera copiosa e continuativa da diverse settimane. Il responsabile del Coime, l’ingegnere Mario Scotto, sentito a questo proposito, sostiene che in merito non è arrivata nessuna segnalazione da parte degli uffici competenti, ma assicura che verrà effettuato un sopralluogo.