Ragusa, giornalista multato e gabbato

GLI HANNO APPIOPPATO UNA MULTA. POTREBBE PAGARLA CONTATA DEL 30%. MA NON PUO’ FARLO PER PROBLEMI LEGATI ALLA BUROCRAZIA MINISTERIALE… UNA STORIA ITALIANA

di Gianni Di Gennaro

Il fatto che raccontiamo è accaduto ieri mattina a Ragusa. Un collega giornalista è stato fermato in auto da una volante della Questura mentre parlava al telefono cellulare, senza l’utilizzo dell’auricolare.

A nulla sono valse le giustificazioni addotte dal giornalista, in quanto il solerte agente, giustamente, ha elevato la prevista contravvenzione, avvisando il collega ( forse per addolcire la pillola) che se avesse pagato entro 5 giorni, l’importo da versare sarebbe stato di 112,00 euro, mentre, se avesse pagato dopo, l’importo sarebbe stato di 160,00 euro.

Inutile dire che il collega, che comunque ha manifestato disappunto, considerato che molti tutori dell’ordine che si trovano alla guida di auto di servizio parlano al telefono anch’essi senza l’utilizzo di auricolare, oggi si è precipitato presso uno sportello per pagare la multa, “scontata” del 30%.

A questo punto, la sorpresa: l’operazione non si può eseguire perché il nuovo conto corrente intestato al Ministero ancora non è stato recepito dagli uffici competenti. Morale: l’importo si può pagare solo nel caso in cui sia versato interamente, senza la prevista decurtazione del 30%…

Il collega ha telefonato alla Polstrada di Ragusa e l’operatore gli ha consigliato, per aggirare l’ostacolo, di presentarsi presso gli uffici della stradale, di via Migliorisi, sempre a Ragusa, per pagare.

Inutile dire che ciò non è corretto e praticabile, in quanto il malcapitato, oltre a non essere residente a Ragusa, si trova momentaneamente fuori sede.

Se volessimo definire il cittadino/giornalista, con un termine appropriato siculo, non potremmo che definirlo: “cornuto e gabbato”.

Alla faccia della burocrazia!

Foto tratta da blog.soldionline

 


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